Una storia lunga quasi mille anni quella delle Torri di Varano. Hanno resistito a secoli di guerre e dominazioni, ma oggi rischiano di scomparire nel silenzio totale.
Siamo nel 1266, nel Sud Italia arrivarono gli Angioini e il principe francese Carlo I d’Angiò sconfisse e uccise Manfredi di Svevia, figlio di Federico II, nella famosa “Battaglia di Benevento”. Da lì iniziò la dinastia degli Angioini nel Regno di Sicilia che, successivamente, dopo la rivolta dei “Vespri siciliani” si divise, dando origine al Regno di Napoli.
Gli Angioini videro il grande potenziale del Lago di Varano e decisero di edificare queste due torri in una posizione strategica del canale, per controllare i traffici e i commerci della zona. Nel Cinquecento vennero utilizzate anche nella rete difensiva delle torri costiere, per avvistare le navi turche, così come nei secoli successivi vennero riutilizzate come luoghi di controllo del contrabbando.
Oggi queste due torri si trovano a Foce Varano e pian piano stanno crollando. Dopo il crollo parziale di Torre Grande negli anni ’80, in questi giorni anche Torre Piccola ha subito il crollo di una parte della sua struttura. Un patrimonio, tra i più antichi presenti sul Gargano che, dopo aver affrontato secoli di cambiamenti, oggi si ritrova, silenziosamente, abbandonato.
Considerando che le due torri si trovano in una zona altamente turistica nei mesi estivi, potrebbero diventare parte di un nuovo percorso naturalistico che vada a ripercorrere la nostra storia. Giusto per fare un esempio, si potrebbe partire dalle due torri, passare per l’ex Idroscalo “Ivo Monti” e proseguire lungo tutta la zona del lago, creando un nuovo itinerario turistico incentrato sulla natura e sulla storia.
Le Torri di Varano rappresentano un pezzo importante della nostra storia. Non possiamo permettere di perdere una testimonianza così fondamentale per il Gargano.

