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Giordano in Jazz 2026: a Foggia sei appuntamenti di musica internazionale da non perdere

Giordano in Jazz: Autumn/Winter Edition

La grande musica internazionale torna protagonista a Foggia con una rassegna che, dal 2 novembre al 25 dicembre 2026, porterà nel capoluogo dauno alcune delle personalità più interessanti del panorama jazz, soul e della vocalità contemporanea.

Il Giordano In Jazz 2026 amplia i propri orizzonti e trasforma alcuni dei luoghi più rappresentativi della città in palcoscenici d’eccezione: dal Teatro Umberto Giordano alla Cattedrale, fino a Piazza Cesare Battisti, il calendario si snoda attraverso sei appuntamenti destinati ad animare la stagione autunnale e natalizia.

La manifestazione, promossa dal Comune di Foggia con il supporto di Puglia Culture e la collaborazione del Moody Jazz Cafè, propone un cartellone di respiro internazionale, nel segno della contaminazione tra generi, della sperimentazione musicale e delle interpretazioni vocali di artisti di fama mondiale.

Kurt Elling e Yellowjackets inaugurano la rassegna con un tributo ai Weather Report

Ad aprire il programma, lunedì 2 novembre al Teatro Umberto Giordano, è stato l’incontro artistico tra Kurt Elling e gli Yellowjackets, protagonisti del progetto Celebrate Weather Report: una collaborazione di assoluto prestigio che ha reso omaggio all’eredità musicale di una delle formazioni più influenti nella storia del jazz fusion, appunto i Weather Report.

I Weather Report, band fondata nel 1970 dal tastierista austriaco Joe Zawinul e dal sassofonista statunitense Wayne Shorter e rimasta attiva fino al 1986, è stata famosa per aver mescolato jazz, funk, rock, sonorità elettroniche e ritmi provenienti da diverse tradizioni musicali e per aver annoverato nel suo organico mutevole Jaco Pastorius, considerato uno dei più grandi bassisti elettrici di sempre.

Kurt Elling, cantante statunitense di jazz vocale contemporaneo e vincitore di due Grammy Awards su ben sedici nomination, è noto per la sua voce baritonale, le capacità improvvisative e l’uso del vocalese, tecnica che consiste nell’adattare testi poetici e complessi a composizioni jazz originariamente strumentali.

La sua voce intensa e sofisticata si è unita alla raffinatezza compositiva e alla perizia strumentale degli Yellowjackets, storica band statunitense fondata nel 1977 e caratterizzata da una cifra stilistica che combina jazz, funk, R& B e sperimentazione elettronica, con Russell Ferrante alle tastiere, Bob Mintzer al sassofono, Dane Alderson al basso e Marcus Finnie alla batteria.

Daoud e Nana Rashid: le nuove declinazioni del jazz contemporaneo

Il viaggio musicale proseguirà lunedì 23 novembre, sempre al Teatro Umberto Giordano, con Daoud, al secolo Luc Ben Abdeslam, trombettista, compositore e produttore franco-marocchino, che ha conquistato il pubblico internazionale esibendosi in templi sacri del genere come il Montreaux Jazz Festival grazie al jazz di rottura che propone, ironico e sincero, lontano dai cliché accademici e fortemente influenzato dall’hip-hop e dalla club culture.

Mercoledì 16 dicembre sarà invece la volta di Nana Rashid, attesa sul palcoscenico del teatro cittadino. Nata nel 1985, Nana Rashid è una cantante e autrice jazz danese con origini zanzibarine e omanite e si distingue per una proposta che intreccia la malinconia del jazz nordico, il calore del neo-soul e la profondità del blues.

Vincitrice del Best New Jazz Artist of the Year ai Danish Music Awards grazie al suo album di debutto Music for Betty, attraverso i suoi testi ha sempre affrontato argomenti intimi e complessi legati alle sue radici, all’identità, al senso di appartenenza, alle relazioni sentimentali ed alle aspettative sociali nei confronti delle donne.

L’universo soul di Macy Gray

Mercoledì 9 dicembre, alle ore 21.00, il Teatro Umberto Giordano accoglierà Macy Gray con il suo The Trouble With The Truth Tour.

Nome d’arte di Natalie Renée McIntyre, Macy Gray è una cantante, autrice e attrice statunitense, classe 1967, nonché una delle voci più riconoscibili del neo-soul, genere che fonde il calore del soul classico con elementi moderni R& B, jazz, funk e hip-hop.

Celebre per il timbro vocale ruvido e graffiante, che le è valso nel 2001 il Grammy Award per la migliore interpretazione vocale pop femminile grazie al singolo I Try, tratto dal suo pluripremiato album di debutto On How Life Is, ha conquistato negli anni il pubblico di tutto il mondo.

E conquisterà sicuramente anche quello foggiano.

Rebecca Ferguson nella cornice della Cattedrale

La rassegna proseguirà martedì 22 dicembre con un appuntamento che si sposterà dal palcoscenico teatrale a uno dei luoghi più suggestivi del patrimonio architettonico cittadino: la Cattedrale di Foggia. Ad esibirsi sarà Rebecca Ferguson, classe 1986, di origini britanniche e dalla voce caratterizzata da una forte impronta soul, con influenze jazz e pop.

Divenuta famosa nel 2010 grazie alla sua partecipazione alla settima edizione del talent show inglese The X Factor, dove si classificò seconda, pubblica il suo album d’esordio, Heaven, l’anno seguente, ma la svolta prettamente jazz nel suo repertorio avviene nel 2015 con l’uscita di un intero album tributo molto acclamato dalla critica, Lady Sings the Blues, in cui reinterpreta in chiave jazz i brani della leggendaria Billie Holiday.

Il giorno di Natale in Piazza Cesare Battisti con Vincent Tharpe & Kenosis

A chiudere il programma, venerdì 25 dicembre, saranno i Vincent Tharpe & Kenosis, attesi in Piazza Cesare Battisti. L’appuntamento natalizio porterà la musica nel cuore del centro cittadino, suggellando il percorso della manifestazione con un’esibizione all’aperto.

Nato a Memphis nel 2010 intorno al cantante, compositore e direttore Vincent Tharpe, candidato per ben tre volte ai Gospel Awards statunitensi, il gruppo si inserisce nella tradizione del gospel afroamericano, con un repertorio che combina la profondità spirituale di quest’ultimo con sonorità più moderne che spaziano tra il soul, l’R& B, il funk ed il contemporay worship.

Il nome Kenosis, derivante dal greco, si riferisce al momento in cui il sé “si svuota” per prepararsi ad accogliere la grazia divina; e questo la suddetta band, di circa dodici elementi divisi tra voci e sezione ritmica, lo fa splendidamente tramite virtuosismi vocali, armonie complesse, passaggi ritmici ed energici e travolgenti coreografie.

Biglietti e informazioni

I biglietti per gli appuntamenti della rassegna sono disponibili online attraverso il circuito VivaTicket e presso i punti vendita autorizzati a Foggia ed in provincia, consultabili nella sezione Rivendite direttamente sul sito www.teatrogiordano.it.

Per qualsiasi altra informazione ci si può rivolgere al botteghino, contattandolo al numero 0881.792908 o scrivendo un’e-mail all’indirizzo:   info@teatrogiordano.it.

Giordano in Jazz: una storia di musica internazionale lunga dieci anni

La storia del Giordano In Jazz affonda le proprie radici nel 2015, quando il Comune di Foggia avviò un progetto culturale destinato a portare sul palcoscenico del Teatro Umberto Giordano interpreti di primo piano della scena jazzistica internazionale.

Ideata da Carlo Dicesare, che ne cura il percorso artistico sin dagli esordi, la manifestazione ha progressivamente consolidato la propria identità, ampliando il repertorio delle proposte e alternando appuntamenti estivi e invernali.

L’esperienza del festival si inserisce, tuttavia, in una tradizione musicale cittadina risalente agli anni Ottanta, quando il precedente Foggia Jazz Festival portò in città alcuni grandi interpreti internazionali del genere, come il pianista e compositore Chick Corea, uno dei padri fondatori del jazz fusion.

Proprio il recupero di questa eredità musicale ha rappresentato uno degli elementi caratterizzanti del Giordano in Jazz, che negli anni ha contribuito a restituire centralità alla proposta jazzistica nel panorama culturale foggiano.

E che oggi sceglie di andare oltre la semplice cornice teatrale per assumere una dimensione itinerante, intrecciando la proposta musicale con la valorizzazione degli spazi identitari di Foggia, conferendole in tal modo la medesima importanza e centralità nel cuore dei suoi cittadini.

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