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Jazz Dinner: sei serate speciali nel cuore di Foggia

Al Complesso Santa Chiara riparte la rassegna firmata Fondazione Apulia felix

Dopo il successo della prima edizione, contrassegnata dal tutto esaurito ad ogni appuntamento, torna a Foggia Jazz Dinner, la rassegna che intreccia le sonorità del jazz d’autore con le suggestioni dell’alta cucina, in un connubio ricercato capace di coinvolgere udito, gusto ed emozioni.

Dal 22 ottobre al 12 novembre 2026, gli ambienti storici e intrisi di fascino del Complesso Architettonico Santa Chiara ospiteranno sei serate all’insegna della musica di qualità, della convivialità e della valorizzazione delle eccellenze gastronomiche.

A rilanciare il format è la Fondazione Apulia felix, una fondazione privata senza scopo di lucro nata a Foggia nel 2012, impegnata nella promozione della cultura, della musica e delle arti, con particolare attenzione alla valorizzazione del territorio della Capitanata.

L’iniziativa si inserisce in un più ampio progetto di rigenerazione culturale del complesso di Santa Chiara, dagli spazi dell’auditorium agli ambienti ipogei, concepito come polo di aggregazione, formazione musicale e contaminazione artistica.

L’utilizzo di tutti gli ambienti del Complesso di Santa Chiara, il cast di respiro più marcatamente internazionale e l’aumento degli appuntamenti, che da quattro passano a sei, costituiscono le novità principali di questa edizione rispetto alla prima.

Nel segno della storica Taverna del Gufo

La nuova stagione di Jazz Dinner ambisce a custodire e rinnovare l’eredità di un luogo entrato nella memoria collettiva foggiana: la storica Taverna del Gufo, un locale d’intrattenimento notturno, club jazz internazionale ed osteria culturale nato nel secondo dopoguerra nel cuore del centro storico della città.

Il nome, a sua volta, fu scelto per omaggiare l’omonima taverna medievale che offrì ristoro a numerosi pellegrini e pastori della transumanza e, secondo la tradizione, costituì il primissimo nucleo urbano di Foggia dopo la distruzione della vicina Arpi grazie alla presenza dell’Iconavetere ritrovata negli acquitrini circostanti e custodita proprio nella taverna.

Nell’omonimo locale del Novecento, chiuso ormai da diversi anni, mossero i primi passi, o affinarono il proprio talento, personalità del calibro di Arnaldo Santoro, Franco Tolomei, Renzo Arbore, Roberto Telesforo, Ninni Maina, Riccardo De Filippo e Roberto Vitelli, insieme a numerosi altri protagonisti della scena culturale.

Un ritrovo divenuto iconico, capace di attrarre nel corso del tempo anche altri artisti e personaggi di primo piano come Roberto Benigni, Massimo Troisi, Carlo Verdone, Antonello Venditti, Francesco De Gregori e Gino Paoli, assi della musica, del cantautorato, del cinema e del teatro, in uno spirito di condivisione, sperimentazione e incontro tra linguaggi differenti che è proprio quello che la rassegna di Jazz Dinner intende rievocare,

Jeremy Cohen inaugura la rassegna con due appuntamenti

Il sipario si alzerà giovedì 22 e venerdì 23 ottobre 2026 con Jeremy Cohen, violinista californiano di fama internazionale e figura di spicco del panorama jazzistico contemporaneo, che si esibirà in formazioni differenti, affiancato da Marcello De Francesco al violino, Antonio Tosques alla chitarra, Aldo Vigorito al contrabbasso e Antonio Cicoria alla batteria.

Le due serate promettono un viaggio musicale articolato, durante il quale la precisione esecutiva della scuola classica incontrerà la libertà espressiva del jazz, in un dialogo di profonda suggestione.

Accanto ai concerti, il pubblico potrà assaporare “The New Orleans Avant-Garde”, itinerario culinario ispirato alla città simbolo del jazz e alle tradizioni gastronomiche del Sud degli Stati Uniti, con sapori intensi e richiami alla cultura creola e alle atmosfere della Louisiana, quali, ad esempio, gumbo, jambalaya, riso e fagioli rossi e dolci come i beignets.

Yuri Goloubev e le nuove frontiere dell’improvvisazione

Mercoledì 28 e giovedì 29 ottobre 2026 la rassegna accoglierà Yuri Goloubev, autorevole contrabbassista russo, classe 1972,  famoso per utilizzare il suo strumento non solo come sostegno ritmico, bensì come parte integrante delle melodie, dell’armonia e del dialogo fra i componenti dell’ensemble.

Non a caso, nel suo più recente progetto musicale, Non-Standard Approach,  gli standard jazz vengono ripensati con arrangiamenti insoliti ed una particolare attenzione all’equilibrio fra linea melodica, armonie articolate e libertà interpretativa.

Al suo fianco saliranno sul palco il pianista italiano Simone Locarni e il batterista britannico Andrew Bain, interpreti di un sodalizio internazionale che punta a valorizzare la libertà creativa, la ricerca timbrica e la ricchezza dell’improvvisazione.

A completare l’esperienza sarà “Bebop & Identity”, proposta gastronomica concepita per tradurre in sapori e accostamenti audaci l’indole anticonvenzionale del bebop, stile jazzistico nato a New York negli anni Quaranta, caratterizzato da velocità d’esecuzione, accordi complessi e formazioni poco numerose.

Il bebop rappresentò una vera e propria rivoluzione culturale in quanto rese il jazz non un semplice spettacolo d’intrattenimento e da ballo com’era stato fino a quel momento, bensì una vera e propria arte intellettuale da ascolto.

Karima chiude la rassegna nel segno del cool jazz

Gran finale mercoledì 11 e giovedì 12 novembre 2026 con Karima Ammar, in arte Karima, nata a Livorno nel 1985 e già famosa per la sua partecipazione al talent show Amici di Maria De Filippi ed al Festival di Sanremo, nella categoria Nuove Proposte, dove si presentò con il leggendario compositore americano Burt Bacharach, per conquistare il podio.

Capace di attraversare generi diversi, senza mai perdere di vista la sua più grande passione, quale jazz, blues e soul, a Santa Chiara sceglierà di mettere al centro la propria voce in rapporto diretto con il pianoforte del Maestro Piero Frassi, per regalarci atmosfere intime, raffinate e avvolgenti, dove si fonderanno eleganza interpretativa, sensibilità melodica ed intensità espressiva.

Il momento conviviale sarà affidato a “Subappennino Cool Jazz”, omaggio gastronomico al territorio dauno e alle sue tradizioni unite alla delicatezza, alla freschezza ed alla leggerezza del cool jazz, stile jazzistico nato a New York tra la fine degli anni Quaranta e gli inizi degli anni Cinquanta come reazione diretta alla frenesia ed all’aggressività tipiche del bebop.

Il cool jazz, che trovò il suo terreno più fertile in California, presenta, quindi, sonorità morbide e misurate, arrangiamenti ricercati con strumenti insoliti per il jazz tradizionale, come il flauto ed il corno francese, ed una particolare attenzione al colore timbrico.

Sul piano gastronomico, la sfida consisterà nel valorizzare la riconoscibilità delle materie prime locali senza appesantire il piatto.

Tutte le prelibatezze culinarie saranno preparate da Giuseppe Scarlato, noto ed eclettico executive chef foggiano attualmente a capo delle cucine del ristorante Feudo della Selva, nonché ambasciatore della cucina pugliese a livello nazionale e grande promotore della “cucina circolare”, volta a valorizzare le materie prime e a ridurre a zero gli sprechi alimentari, trasformando ogni scarto in una risorsa creativa.

Biglietti: date, orari e modalità di acquisto

I biglietti hanno un costo unico di 40 euro a serata; gli ultimissimi sono disponibili presso gli uffici della Fondazione Apulia Felix in via Napoli n. 65, aperti dal lunedì al venerdì dalle ore 09.00 alle ore 13.00.

Si consiglia di chiamare per capire quali e quanti posti residuano per poter partecipare agli eventuali concerti al numero 3929892331, attivo dal lunedì al venerdì dalle ore 10.00 alle ore 13.00 e dalle ore 17.00 alle ore 19.00 o di inviare un’e-mail a infoapuliafelix@gmail.com.

Per tutte le serate, l’ingresso è previsto alle ore 20.00, mentre i concerti avranno inizio alle ore 20.30.

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