Dopo il pesante 3-1 di Giugliano, il presidente rossonero chiede scusa ai tifosi e richiama duramente la squadra. Il progetto va avanti, ma il malcontento della proprietà è evidente.
La disfatta di Giugliano scatena la rabbia del presidente Gennaro Casillo, profondamente amareggiato per una prestazione che ha definito senza mezzi termini «indecorosa». Un giudizio durissimo, già comunicato alla direzione sportiva e ai calciatori, chiamati a una maggiore assunzione di responsabilità.
«Chiediamo scusa ai tifosi che ci hanno sostenuto. Ci mettiamo la faccia ancora una volta e non facciamo mancare niente a nessuno», ha dichiarato Casillo ad Antenna Sud, sottolineando l’impegno della proprietà e la delusione per quanto visto in campo.
Il presidente ha poi rivolto un richiamo diretto ai calciatori: «Forse non hanno ancora capito dove stanno giocando e noi glielo abbiamo comunicato». Parole accompagnate da un avvertimento ancora più significativo: «È l’ultima volta che ci mettiamo noi la faccia».
Nonostante l’amarezza, la società non intende abbandonare il percorso intrapreso. «Si va avanti con questo progetto. Con l’allenatore non abbiamo ancora parlato. Noi dobbiamo costruire, non meritiamo questo, siamo amareggiati», ha spiegato Casillo, ribadendo la volontà di proseguire senza decisioni impulsive.
Particolarmente significativo il riferimento alla passione, quella che il presidente avrebbe voluto vedere anche nei propri calciatori. «Complimenti al Giugliano che ci ha messo il cuore. Il calcio è fatto di cuore. Io ci metto il cuore in tutto quello che faccio, lascio la famiglia e vedo questa roba. Questo non è più sopportabile».
Ma oltre all’atteggiamento, restano gli interrogativi sulla confusione tattica del Foggia, con continui cambiamenti di modulo e interpreti che non sembrano aver favorito la ricerca di equilibrio e identità. Una questione che chiama in causa anche il lavoro di Auteri e sulla quale sarà necessario riflettere.
La seconda sconfitta consecutiva, con sei reti subite in due partite, impone una svolta immediata. Il progetto continua, ma le parole di Casillo lasciano pochi dubbi: la proprietà non è più disposta ad accettare prestazioni del genere.

