C’è qualcosa di meravigliosamente assurdo nel decidere di costruire una città ecologica nel deserto. È come aprire una gelateria dentro un vulcano e poi organizzare una conferenza per spiegare quanto sia importante mantenere il prodotto fresco.
Eppure ad Abu Dhabi lo hanno fatto davvero.
Si chiama Masdar City ed è stata progettata per essere una città più efficiente, più tecnologica e molto meno dipendente dagli sprechi energetici. In pratica, mentre il resto del mondo costruisce palazzi di vetro e poi installa condizionatori grandi quanto una villetta per impedire agli abitanti di sciogliersi, qui qualcuno ha pensato che forse sarebbe meglio progettare gli edifici in modo intelligente fin dall’inizio, un’idea quasi rivoluzionaria nella sua semplicità.
Gli edifici di Masdar cercano infatti di ridurre il calore, creare ombra e sfruttare meglio la ventilazione, perché quando vivi in un posto dove il sole sembra aver sviluppato un odio personale nei confronti degli esseri umani, ogni metro quadrato d’ombra diventa improvvisamente una tecnologia avanzatissima.
Poi arrivano i pannelli solari, i sensori, i sistemi intelligenti e tutta quella tecnologia che trasforma una normale strada in qualcosa che sembra avere più potenza di calcolo di un centro spaziale.
Anche la mobilità è stata ripensata per ridurre la dipendenza dalle automobili, un concetto particolarmente audace negli Emirati, dove alcuni SUV sono così enormi che, se li parcheggi davanti a casa, il catasto potrebbe chiederti di dichiarare una nuova stanza.
Il punto, però, non è costruire una città piena di gadget futuristici, ma mettere insieme energia, architettura, trasporti e tecnologia per capire se una città possa consumare meno senza diventare un posto dove l’unico divertimento disponibile è leggere il manuale del termostato.
Ed è qui che l’esperimento diventa davvero interessante, perché costruire una città da zero è relativamente semplice quando puoi decidere dove mettere tutto prima che arrivino gli abitanti.
Provate invece a prendere una città vecchia, piena di automobili, parcheggi, infrastrutture obsolete e persone che protestano se spostate un cassonetto di due metri, e improvvisamente la tecnologia diventa la parte più facile del problema.
Masdar non ha quindi la pretesa di aver risolto ogni problema urbano, ma sta facendo qualcosa di più utile: sta dimostrando che una città può essere progettata pensando prima a come consumare meno e solo dopo a dove mettere il parcheggio.
E, considerando la quantità di città costruite esattamente al contrario, è già un risultato piuttosto interessante.
Il futuro, a quanto pare, non arriverà con automobili volanti e robot maggiordomi, ma con edifici più intelligenti, energia solare e molta meno roba sprecata.
E, soprattutto, arriverà nel deserto, perché evidentemente costruirlo in un posto facile sarebbe stato troppo semplice.

