Giovedì 5 novembre una delegazione del Comitato Vola Gino Lisa ha presentato le proprie osservazioni sullo sviluppo dell’aeroporto di Foggia e sulle attuali criticità davanti alla IV Commissione del Consiglio Regionale.
Questa la sintesi dei lavori della seconda audizione che ha riguardato l’utilizzo dell’Aeroporto Gino Lisa di Foggia, su richiesta del Comitato ‘Vola Gino Lisa’.
L’intervento di Marcello Sciagura (CVL)
Il presidente del comitato Marcello Sciagura ha lamentato il sottoutilizzo dell’infrastruttura aeroportuale sostenendo che questa continua a ricevere minore attenzione rispetto agli scali di Bari e Brindisi, nonostante le sue potenzialità di sviluppo. Ha sottolineato il calo di voli e passeggeri registrato nel 2026 rispetto al 2025 e ha chiesto una programmazione che favorisca la crescita dello scalo, analogamente a quanto avvenuto negli altri aeroporti pugliesi grazie alle politiche di destagionalizzazione del turismo.
Ha inoltre proposto la realizzazione di un polo cargo anche presso l’aeroporto di Foggia, ritenendolo più funzionale alle esigenze produttive e agricole della Capitanata e della BAT.
La dura risposta di Antonio Vasile (AdP)
Richieste e critiche che sono state duramente contestate dal presidente di Aeroporti di Puglia, Antonio Vasile, il quale ha replicato che “non è sulla base delle intuizioni di un territorio che si può fare un piano industriale”, aggiungendo che l’aeroporto di Foggia è “un miracolo e un laboratorio industriale che si è potuto riattivare grazie alla Commissione Europea che ne ha decretato il suo funzionamento attraverso il SIEG (Servizi di Interesse Economico Generale)”.
Raffaele Piemontese: il Gino Lisa dal 2017 ad oggi e gli interventi programmati
L’assessore ai trasporti Raffaele Piemontese ha voluto evidenziare che il Gino Lisa è passato da uno scalo sostanzialmente inutilizzato fino al 2017 a un aeroporto operativo con circa 70 mila passeggeri annui, grazie agli investimenti della Regione. La strategia della Regione punta sia a consolidare il traffico passeggeri, anche attraverso il riconoscimento della continuità territoriale con Milano Linate, sia a sviluppare attorno allo scalo funzioni strategiche legate a protezione civile, emergenze e soccorso.
Ha ricordato che la Regione sostiene annualmente l’aeroporto con circa 10 milioni di euro per i costi di gestione e ha illustrato gli interventi programmati e in corso: 9 milioni di euro per il distaccamento aeroportuale dei Vigili del Fuoco e il passaggio alla sesta categoria antincendio, 37 milioni di euro per la riqualificazione dell’ex Villaggio Azzurro e la realizzazione della base della Protezione Civile, 1,6 milioni di euro per la torre digitale remota destinata a estendere l’operatività dello scalo, e 14 milioni di euro per la riqualificazione e il potenziamento dell’aerostazione passeggeri.
Marco Catamerò: il punto dei lavori.
Sotto il profilo tecnico è intervenuto il direttore generale di AdP Marco Catamerò, il quale ha dettagliato gli investimenti avviati, i lavori in corso e quelli in fase di avvio. Anche lui ha sottolineato che l’aeroporto Gino Lisa svolge una duplice funzione: servizio ai passeggeri e piattaforma strategica per protezione civile, emergenze e servizi pubblici. Ha riferito che il Master Plan al 2035 ha ottenuto la Valutazione di Impatto Ambientale e che si è in attesa della conformità urbanistica per avviare i lavori.
Tra gli interventi principali figurano la realizzazione e l’ampliamento dei piazzali di sosta degli aeromobili, considerati essenziali per l’operatività dello scalo; la costruzione della nuova caserma dei Vigili del Fuoco, necessaria per elevare gli standard di sicurezza aeroportuale; il potenziamento dell’aerostazione passeggeri, già in fase progettuale; e la realizzazione della torre di controllo remota, destinata a modernizzare la gestione del traffico aereo e ad ampliare l’operatività dello scalo. Ha inoltre ricordato il recupero e la bonifica dell’area dell’ex Villaggio Azzurro, destinata a diventare una base logistica regionale della Protezione Civile. Nel complesso – ha concluso – gli investimenti già realizzati e quelli programmati mirano a completare le infrastrutture fondamentali necessarie al pieno sviluppo e consolidamento dell’aeroporto di Foggia.
Alcune nostre considerazioni
Un dibattito dai toni “sostenuti” grazie alle considerazioni iniziali formulate dal Comitato VGL che ha sottolineato la situazione di stallo sostanziale in cui versa lo scalo foggiano.
I vertici di AdP e l’Assessore ai trasporti della Regione Puglia hanno dapprima sciorinato (nuovamente) tutto quello che era il Gino Lisa prima della sua riapertura grazie “alla felice intuizione del SIEG (Servizi di Interesse Economico Generale)” e poi elencato (nuovamente) tutto quello che sarà fatto.
Ampliamento delle piazzole di sosta, restyling dell’aerostazione, recupero dell’ex Villaggio Azzurro, sede della protezione civile, continuità territoriale (riapparsa all’improvviso dopo essere caduta nel dimenticatoio) e molto altro.
Un elenco già sentito da molti anni e che sembra una stanca e monotona riproposizione di un copione mandato a memoria.
La domanda centrale rimane sempre la stessa: tutto questo quando?
Il 2026 doveva essere “l’anno dei cantieri“, lo aveva assicurato ai nostri microfoni il presidente Vasile a fine 2025.
Così non é stato. Tutto fermo, nessun cantiere avviato.
Cifre importanti stanziate anzi stratosferiche quelle del Master Plan, ma che non trovano una concreta “messa a terra”.
Ora si parla con enfasi del Master Plan che ha come obiettivo temporale il 2035.
Le fasi progettuali di molti lavori sembrano infinite al pari degli iter di inoltro delle richieste ai vari Ministeri competenti (vedi i vari stop& go per la “continuità territoriale”).
Nell’elenco dei tanti lavori che riguarderanno il Gino Lisa sono sempre indicati i finanziamenti stanziati (e ne siamo felici); mai la data di inizio dei cantieri.
Una mancanza che ci sembra importante, anzi decisiva.
Gaetano Intrieri (CEO di Aeroitalia) ha riconosciuto i numeri positivi che Foggia e il bacino di utenza che utilizza il Gino Lisa ha realizzato in questo anno.
Per crescere occorrono più voli, più tratte, infrastrutture adeguate; la domanda che rivolgiamo a Regione e AdP resta sempre la stessa: Tutto questo quando?

