Trasformare un dolore immenso in una speranza concreta per chi lotta contro l’anoressia. È questo l’obiettivo della borsa di studio dedicata a Emanuela Perinetti, figlia dello storico dirigente sportivo Giorgio Perinetti, scomparsa il 29 novembre 2023, a soli 34 anni, a causa della malattia.
Emanuela era una brillante manager nel mondo dello sport e della comunicazione digitale. Laureata alla Luiss in Innovation Management, aveva costruito una carriera nel marketing sportivo, collaborando con aziende, società calcistiche e atleti per sviluppare progetti legati all’innovazione e alla comunicazione. Era stata responsabile della divisione sportiva di Sports Dots, cofondatrice di Cucu Sports e Stadeo e, nel 2018, era stata inserita tra le 150 donne più influenti del digitale italiano.
Una professionista stimata, che aveva saputo trasformare la passione per il calcio in un percorso lavorativo indipendente da quello del padre.
La sua scomparsa ha profondamente colpito il mondo dello sport. Giorgio Perinetti ha raccontato questa dolorosa esperienza nel libro Quello che non ho visto arrivare, scritto insieme al giornalista Michele Pennetti, per sensibilizzare l’opinione pubblica sui disturbi alimentari.
Oggi il ricordo di Emanuela diventa anche un progetto scientifico. AIDAP Ricerca e Prevenzione ha avviato una raccolta fondi di 30.000 euro per finanziare una borsa di studio dedicata alla ricerca sull’anoressia nervosa.
Il progetto sarà sviluppato presso la Casa di Cura Villa Garda, sotto la direzione del dottor Riccardo Dalle Grave, e approfondirà un aspetto particolarmente importante della malattia: il ruolo della bassa autostima nelle difficoltà di guarigione.
L’obiettivo è verificare se un intervento psicologico specifico, affiancato alle terapie già utilizzate, possa migliorare l’efficacia dei trattamenti e ridurre il rischio di ricadute.
L’anoressia, infatti, non riguarda soltanto il rapporto con il cibo o il peso corporeo, ma coinvolge profondamente la sfera psicologica ed emotiva. Per questo comprendere meglio i fattori che ostacolano la guarigione può aprire nuove prospettive di cura.
L’intera somma raccolta finanzierà per due anni il lavoro di un ricercatore o di una ricercatrice, contribuendo allo sviluppo dello studio e alla diffusione dei risultati.
Un’iniziativa che vuole trasformare una tragedia familiare in un’opportunità per gli altri, affinché il ricordo di Emanuela possa continuare a vivere attraverso la ricerca e la solidarietà.
Chiunque può contribuire, anche con una piccola donazione, attraverso la pagina ufficiale di AIDAP Ricerca e Prevenzione.
👉 Scopri il progetto e sostieni la borsa di studio “Emanuela Perinetti”

