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Novanta minuti di tensione… poi la liberazione: la sconfitta che vale un trionfo

Ci sono sconfitte che pesano. E altre che, invece, sanno di trionfo. Quella del Potenza a Latina appartiene alla seconda categoria: una di quelle notti in cui il risultato finale racconta solo una parte della verità.

Al “Francioni” finisce 1-0 per il Latina, decide Parigi nella ripresa. Ma il verdetto vero era già stato scritto due settimane prima, in quel 3-1 dell’andata che ha spalancato le porte alla storia rossoblù. Così, al triplice fischio, mentre il Latina esce tra gli applausi per il forcing finale, è il Potenza a prendersi tutto: coppa, gloria e un posto nei playoff.
E poi c’è un altro risultato, forse ancora più significativo, che non finisce nei tabellini ma è sugli spalti. Perché a Latina non è arrivata solo una squadra, ma un’intera provincia. Circa 2.500 tifosi rossoblù hanno affrontato chilometri, viaggi, attese, trasformando una trasferta in una vera invasione d’amore. Un colpo d’occhio che racconta meglio di qualsiasi analisi cosa significhi questo traguardo per Potenza.

Il Latina ci ha provato fino all’ultimo, spingendo, colpendo anche una traversa e sfiorando il gol che avrebbe riaperto tutto. Ma il Potenza ha resistito, ha sofferto, ha stretto i denti e alla fine ha fatto quello che serve alle squadre mature: gestire, senza perdere la testa.

Perché questa non è solo una coppa: è la prima coppa nella storia del club. Un traguardo atteso, inseguito, sognato per anni e finalmente diventato realtà.
E allora sì, il Potenza può anche perdere una partita ma vincere qualcosa di molto più grande: una notte che resterà scolpita nella memoria di un popolo intero.

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