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Foggia-Potenza, la vigilia di Tisci tra la memoria delle vittime e l’esame Zaccheria: “Partita complessa, ma vogliamo continuare a crescere”

IL PREGARA — Vigilia intensa in casa Potenza. Alla vigilia del match esterno contro il Foggia, il tecnico rossoblù Ivan Tisci ha presentato la sfida in conferenza stampa, aprendo l’incontro con un commosso pensiero in memoria di Samuel, Samuele, Michele e Gaetano, i quattro tifosi foggiani tragicamente scomparsi due anni fa.
​Il ricordo delle vittime
​“Domani è una partita che vedrà due squadre e due comunità, quella di Foggia e quella di Potenza, ricordare Samuel, Samuele, Michele e Gaetano, i quattro ragazzi che il 13 ottobre di due anni fa ci hanno lasciati. So come vengono vissute queste situazioni da tutti, quindi ci tengo a mandare un pensiero alla tifoseria del Foggia, ai familiari, perché so quanto mancheranno: sapranno benissimo che questi ragazzi saranno presenti domani nel cuore di tutti […] Un abbraccio alle famiglie”.
​L’insidia Foggia e il momento del Potenza
​Passando al campo, Tisci evidenzia le insidie di un Foggia in salute (reduce da due vittorie consecutive senza subire gol) e invita i suoi a non guardare oltre la gara di domani:
​“È una partita complicata contro una squadra che viene da due ottimi risultati, con gli ultimi sei punti conquistati senza subire reti […]. Ci arriviamo in una situazione di classifica e mentale buona, ma dobbiamo affrontare il Foggia di adesso, a mio avviso pericoloso e costruito per fare un campionato importante […]. Se mi metto a pensare al Catania, mi distraggo da quello che è l’obiettivo di domani: useremo tutte le nostre energie, comprese quelle positive che arrivano dai nostri tifosi”.
​Gestione del gruppo e rotazioni
​Sui singoli e sul turnover, il mister ribadisce il valore della coesione di squadra e l’importanza dell’intera rosa, soffermandosi anche sulla gestione di Franzolini e sugli ultimi dubbi di formazione:
​“Sono molto contento di Andrea [Franzolini, ndr] […]. Chi è stato spesso utilizzato nella seconda parte di gara ha dimostrato di essere titolare, lui compreso […]. Domani ho ancora un ballottaggio a centrocampo, anche per la squalifica di De Marco […]. Nel calcio moderno, con i cinque cambi e la possibilità di avere tutti a disposizione, non ci sono panchinari: per un’ora tutti possono spingere tanto, ma quando so di avere in panchina altrettanti titolari devo sfruttarli al massimo”.
​Clima spogliatoio e gerarchie in porta
​Infine, il tecnico esprime orgoglio per l’atteggiamento dei suoi giocatori, confermando le gerarchie tra i pali:
​“Sentire un giocatore dire certe cose [riferendosi alle parole di Kirwan sul gruppo, ndr], sapendo che sono condivise, per un allenatore è la cosa più bella […]. Tra i pali la risposta è giusta darla: Cucchietti è il nostro portiere titolare per gerarchie, pur sapendo che abbiamo un secondo che si è fatto sempre trovare molto pronto […]. Sono bravi i ragazzi a capire che domani non ci saranno titolari e panchinari, ma i primi, e poi pescheremo gli altri per dare continuità a questo percorso”.

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