ADDIO A BEPPE MOSCHIONI, PORTIERE DELLA PRIMA SERIE A
Lutto in casa rossonera. Ieri sera è mancato Giuseppe Moschioni, portiere del Foggia della prima promozione in serie A. Nato a Cividale del Friuli nel 1936 al termine della sua brillante carriera si stabilì a Brescia. Ha vestito la maglia del Foggia in gare ufficiali per 159 volte in sei stagioni disputando tre campionati in serie A e altrettanti di B. A Foggia lo chiamavano Beppe, a Brescia Pino ed era ben voluto da tutti. Nel Foggia di Oronzo Pugliese e Domenico Rosa Rosa nella stagione 1963/64 conquistò la serie A e fu uno dei protagonisti del miracolo del Mago di Turi. Quando difendeva la porta del Foggia, volava da un palo all’altro senza mai usare i guanti. Nel primo anno di serie A disputò tutte le 38 partite di campionato e fu protagonista anche della storica vittoria 3-2 contro l’Inter di Helenio Herrera sventando negli ultimissimi minuti un insidioso pallonetto di Mario Corso. Il suo nome rimane nella storia del calcio perchè fu il primo portiere sostituito per infortunio. Successe il 5 settembre 1965 a Torino in Juventus-Foggia. In uno scontro con il centravanti bianconero Traspedini ebbe la peggio e fu sostituito da Ballarini con il numero 12.
Moschioni arrivò a Foggia nell’estate del 1963 in serie B dopo aver giocato quattro anni nel Brescia alternandosi con Brotto, altro portiere molto bravo. Nel Foggia fu protagonista anche di due curiosi episodi. Il primo fu alquanto insolito ed avvenne allo stadio Zaccheria di Foggia il 29 ottobre 1967, al termine dell’incontro di serie B tra i Satanelli ed il Padova, vinto dai veneti per 1-0. Per il Foggia una partita da dimenticare, con il Padova che passò in vantaggio dopo 5 minuti. Il centravanti Morelli sfruttò un malinteso tra Pirazzini e Moschioni e, di testa, beffò il portiere foggiano. I rossoneri di Cina Bonizzoni reagirono attaccando però in modo nervoso e nonostante 17 calci d’angolo non riuscirono a pareggiare. A fine gara, pioggia di fischi per i rossoneri, alla seconda sconfitta casalinga in 7 giorni, dopo lo scivolone della domenica precedente, sempre per 1-0, contro il Monza. La contestazione colpì soprattutto Moschioni, secondo alcuni indeciso nell’azione del gol subito. Uno spettatore in particolare sembrava avercela con lui, continuando a beccarlo. Beppe, dopo aver subito per quasi un’ora insulti e provocazioni, decise di farsi giustizia da solo, rendendosi protagonista, in negativo, di un clamoroso episodio avvenuto sotto l’attuale curva sud, allora chiamata Aviazione.
”Aspettai che la terna arbitrale – mi raccontò Moschioni – scendesse dalla scaletta per tornare negli spogliatoi e con un balzo scavalcai la rete di recinzione della curva. Raggiunsi quello spettatore che aveva coperto di insulti me e la squadra e gli diedi un paio di schiaffoni. Lui tentò di reagire, ma fu bloccato da altri tifosi e dai Carabinieri che erano presenti a pochi metri”. Una volta calmati gli animi, Moschioni saltò nuovamente la retina e ritornò negli spogliatoi dove Matteo Rinaldi, il roccioso centromediano foggiano quel giorno in tribuna, gli disse: ”Beppe, lo sai chi hai preso a schiaffi? È un bullo, un tipo niente affatto raccomandabile…”. L’episodio fu riportato dalle cronache dell’epoca, ma non ebbe conseguenze disciplinari per il portiere perché l’arbitro, già nello spogliatoio, non vide la scena. Se fosse accaduto oggi con tante telecamere e smartphone negli stadi, certamente Moschioni non l’avrebbe passata liscia! L’altro episodio avvenne un anno e mezzo dopo, il 29 gennaio 1967 a San Siro durante Inter-Foggia. Moschion venne sostituito ancora da Ballarini perchè colpito da una bottiglietta alla nuca. Il corpo del reato fu fatto sparire da un fotografo che era dietro la porta e l’episodio fu definito un mezzo giallo. Il Foggia presentò riserva scritta, ma senza esito.

