WASHINGTON – Donald Trump ha annunciato che un accordo tra Stati Uniti e Iran sarebbe ormai vicino alla firma, dichiarando che Teheran avrebbe accettato di rinunciare allo sviluppo di armi nucleari. Secondo il presidente americano, l’intesa rappresenterebbe un passo decisivo verso la stabilizzazione del Medio Oriente dopo mesi di forti tensioni regionali.
“A quanto so, Khamenei ha detto sì”, ha affermato Trump, aggiungendo che presto verranno comunicati data e luogo della firma ufficiale dell’accordo. Secondo indiscrezioni rilanciate dai media statunitensi, alcuni velivoli americani sarebbero già diretti in Europa per predisporre gli aspetti logistici dell’evento diplomatico.
L’intesa, secondo le informazioni emerse nelle ultime ore, includerebbe anche un cessate il fuoco di sessanta giorni destinato ad estendersi al Libano, nel tentativo di ridurre le tensioni che coinvolgono diversi attori regionali.
Trump ha inoltre rivendicato il ruolo centrale degli Stati Uniti nei negoziati, sostenendo che Washington avrebbe raggiunto i propri obiettivi strategici senza il contributo determinante dell’Unione Europea. Una dichiarazione destinata a suscitare dibattito tra gli alleati occidentali e che conferma la linea politica del presidente americano orientata a valorizzare il peso diretto degli Stati Uniti sulla scena internazionale.
Nel frattempo, nuovi sviluppi arrivano anche dalla Siria. Secondo fonti diplomatiche citate dai media regionali, il presidente siriano Ahmad Sharaa potrebbe incontrare Trump a margine del vertice NATO previsto ad Ankara il 7 e 8 luglio. L’eventuale colloquio rappresenterebbe un ulteriore segnale del progressivo reinserimento della Siria nei principali circuiti diplomatici internazionali dopo la fine del regime di Bashar al-Assad e l’avvio della fase di transizione politica.
La giornata resta comunque caratterizzata da elementi di incertezza. Media iraniani hanno riferito di esplosioni udite nell’area dello Stretto di Hormuz e del temporaneo fermo di una petroliera, episodi che mantengono alta l’attenzione su una delle rotte energetiche più importanti del pianeta.
Se confermato e formalizzato, l’accordo tra Washington e Teheran potrebbe rappresentare uno dei passaggi diplomatici più significativi degli ultimi anni per l’intera regione mediorientale, con possibili ripercussioni sui mercati energetici, sulla sicurezza internazionale e sugli equilibri geopolitici globali.
