I Monti Dauni chiedono di essere ascoltati

Nei Monti Dauni c’è una preoccupazione forte. La nuova classificazione dei Comuni montani rischia di lasciare fuori 26 paesi della provincia di Foggia. Per chi vive in questi territori non è una questione solo burocratica, ma un problema concreto che può pesare sul futuro delle comunità.

Il tema è stato rilanciato durante il Forum delle Autonomie 2026 promosso da ASMEL a Napoli. I sindaci dei Comuni interessati chiedono attenzione, perché essere riconosciuti come territori montani può fare la differenza nell’accesso a risorse, servizi e interventi pensati per le aree interne.

Nei piccoli centri dei Monti Dauni le difficoltà sono note: collegamenti complicati, servizi più fragili, meno opportunità di lavoro, spopolamento e giovani che spesso vanno via. Per questo gli amministratori locali temono che una classificazione basata soprattutto su parametri tecnici non riesca a raccontare davvero la realtà di questi paesi.

Pasquale Marchese, sindaco di Castelluccio Valmaggiore e presidente dell’Area Interna Monti Dauni, ha richiamato la necessità di una posizione comune. Il messaggio è chiaro: non si tratta della battaglia di un solo Comune, ma di un intero territorio che chiede di non essere dimenticato.

Il punto centrale è semplice. Un paese può anche non rientrare perfettamente in una soglia stabilita sulla carta, ma vivere comunque tutti i problemi tipici di un’area montana. Nei Monti Dauni la montagna non è fatta solo di numeri e altitudini. È fatta di strade, distanze, borghi, famiglie, anziani, agricoltura, paesaggi e comunità che provano a restare vive.

Per questo la mobilitazione continua. I Comuni chiedono che la loro situazione venga valutata guardando alla vita reale dei territori, non soltanto alle tabelle. Perché escludere questi paesi significherebbe indebolire una parte importante della Capitanata.

La partita riguarda tutta la provincia di Foggia. Se davvero si vuole dare un futuro anche ai piccoli borghi, allora quei borghi devono essere riconosciuti, sostenuti e messi nelle condizioni di non spegnersi lentamente.

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