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Salary cap in Serie C, i conti entrano in campo: limiti, controlli e sanzioni

Dalla stagione 2026-27 le società di Serie C dovranno rispettare un tetto alla spesa per gli ingaggi. Il limite complessivo sarà pari al 50% del valore della produzione del club. Dal campionato 2027-28 scenderà al 45%.

Per la stagione 2026-27 si farà riferimento al bilancio chiuso al 30 giugno 2026, relativo all’annata 2025-26. Per le società che chiudono l’esercizio il 31 dicembre saranno sommati i risultati economici dei due semestri della stessa stagione.

Il valore della produzione comprende principalmente biglietti e abbonamenti, sponsorizzazioni, pubblicità, diritti televisivi, ricavi commerciali, plusvalenze con i correttivi previsti e apporti dei soci realmente versati e contabilizzati.

Un club con un valore della produzione di 4 milioni di euro potrà quindi destinare agli ingaggi un massimo di 2 milioni.

Nel salary cap rientrano gli stipendi fissi lordi, il 70% delle componenti variabili previste, i diritti d’immagine, alcuni rimborsi collegati al contratto e gli incentivi all’esodo, cioè le somme riconosciute a un calciatore per risolvere anticipatamente il rapporto.

Non vengono conteggiati i premi legati alla promozione, ai gol e alle partite concluse senza subire reti. Sono esclusi anche gli apprendisti nati dopo il 1° gennaio 2007. Per i professionisti nati dopo il 1° gennaio 2004, invece, l’esclusione vale soltanto se sono stati formati dal club per almeno due stagioni e risultano inseriti nella lista del settore giovanile.

Per il singolo calciatore sono previste due soglie mensili: 9.500 euro lordi di parte fissa e 13.500 euro complessivi, comprendendo anche premi e variabili. Le cifre non si sommano: un contratto può prevedere, per esempio, 9.500 euro fissi e 4.000 di bonus, per un totale di 13.500 euro. Il superamento di queste soglie produce un ulteriore costo soltanto quando il club supera anche il salary cap complessivo.

Quando vengono effettuati i controlli?

La Lega effettuerà un monitoraggio mensile, a partire da luglio 2026 e fino ad aprile 2027. Entro il giorno 10 del mese successivo sarà pubblicato sulla piattaforma riservata il prospetto con gli ingaggi, il rapporto con il valore della produzione e l’eventuale sforamento.

Le verifiche formali saranno tre:

  • Novembre 2026, per i monitoraggi da luglio a ottobre;
  • Marzo 2027, per quelli da novembre a febbraio;
  • Maggio 2027, per marzo e aprile.

Il regolamento non indica un giorno preciso all’interno di questi tre mesi. Prima della sanzione il club avrà tre giorni per presentare le proprie difese. Il provvedimento successivo sarà immediatamente esecutivo e definitivo.

Quanto si paga se si supera il limite?

Con un valore della produzione di 4 milioni, il tetto è di 2 milioni. Se il club spende 2,2 milioni, l’eccedenza è di 200.000 euro: la sanzione del 15% sarà pari a 30.000 euro.

Se la spesa raggiunge 3 milioni, pari al 75% del valore della produzione, il calcolo è progressivo: 15% sui primi 800.000 euro di eccedenza, cioè 120.000 euro, e 20% sui successivi 200.000, cioè 40.000 euro. La sanzione totale sarà quindi di 160.000 euro.

Lo sforamento comporta una sanzione economica, ma non una penalizzazione automatica in classifica.

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