Trasporto aereo, Gino Lisa e libero mercato

Non è la prima volta  che organi di stampa e tv regionali (Il Corriere del Mezzogiorno e Telenorba in diverse occasioni) quando si parla di aeroporti pugliesi  e in particolare dello scalo foggiano “Gino Lisa”, usano termini e tranciano giudizi negativi. L’ultimo episodio risale all’edizione di ieri 10 febbraio  del Corriere del Mezzogiorno, dorso del Corriere della Sera. Commentando i dati del traffico aeroportuale del mese di dicembre, il giornalista Vito Fatiguso, mette in evidenza la crescita di passeggeri dell’aeroporto di Brindisi e la flessione di quelli di Bari e Foggia. Già il titolista fa la sua parte scrivendo che per Bari si tratta di una “discesa” del 6.2% (persi  2.569 passeggeri), ma per il Gino Lisa si parla di un drastico “flop” del 5,8% (204 passeggeri in meno) rispetto allo stesso mese del 2022. A Fatiguso  non piace che per ”rendere fruibile i voli da Foggia la Regione Puglia ha dovuto pagare ad Aeroporti di Puglia(controllata al 99,6%) circa 3 milioni di euro nel 2023”. L’autore dell’articolo rimarca ancora che il mercato dello scalo foggiano è da rintracciare e le prove ripartono (con i soldi pubblici). In conclusione del pezzo Fatiguso riporta le parole dell’assessora regionale ai trasporti, Anita Maurodinoia, che ha dichiarato. “Abbiamo potuto analizzare meglio le potenzialità dell’aeroporto e la domanda dell’utenza, Elementi che devono guidare un’offerta la quale, però ricordo, risponde a regole di libero mercato”.

A proposito di libero mercato, questo vale solo per il Gino Lisa e non se ne  parla mai per gli altri aeroporti. Tutti sono bravi a parlare di libero mercato, di liberismo senza sapere che si tratta di soldi dei cittadini. Non tutti sono a conoscenza che il trasporto aereo senza i massicci incentivi pubblici  non avrebbe vita lunga. Si tratta di centinaia di milioni di contributi a carico di enti locali (soldi pubblici, Fatiguso…) a favore delle compagnie low cost. Per rimanere in Puglia basta dare un’occhiata ai bilanci Rynair per vedere che oltre il 50% del fatturato riviene da contributi pubblici italiani sotto forma di comarketing per la promozione territoriale.

Non mi risulta infine che l’allungamento della pista dell’aeroporto di Bari, realizzato in 8 giorni e costato 14 milioni di euro sia stato finanziato da privati. Quando si parla dell’aeroporto foggiano tutto diventa più complicato, quasi un fastidio per politici e amministratori  regionali. Nonostante tutti gli ostacoli posti negli anni allo sviluppo del trasporto aereo, la Capitanata rimane leader nel turismo pugliese.