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17/07/2019, 11:32



Whistleblowing:-un’arma-in-più-contro-gli-illeciti-nella-PA


 



364 segnalazioni di illeciti nel 2017, 783 nel 2018, già 439 nei primi sei mesi del 2019 cioè più di due al giorno. La maggior parte provengono dal Sud e dalle Isole (51,7%), poi dal Nord (26%) e dal Centro (20,1%), questi ultimi due dati in diminuzione rispetto al 2018. A segnalare in primis i dipendenti pubblici (55,3%) e a seguire lavoratori/collaboratori di imprese fornitrici della Pubblica amministrazione (14,2%) e dipendenti di società controllate o partecipate 14%. I dirigenti sono poco più del 5%. Questi i dati di sintesi del più esaustivo IV Rapporto annuale sul Whistleblowing, realizzato dall’Anac (Autorità Nazionale Anticorruzione) e presentato ieri nella sede dell’Autorità dal suo Presidente Raffaele Cantone.
 
Partendo dalle "Disposizioni per la prevenzione e la repressione della corruzione e della illegalità nella pubblica amministrazione" (Legge Severino) e della "Tutela del dipendente pubblico che segnala illeciti" (articolo 54-bis del Testo Unico del Pubblico Impiego) si è arrivati alla legge 179/2017 che disciplina il whistleblowing in Italia, termine che fa riferimento alle buone pratiche già adottate anni fa in ambito accademico nei Paesi anglosassoni. A dare vita nel nostro Paese al progetto "WhistleblowingPA" sono le associazioni "Transparency International Italia" e "Centro Hermes per la Trasparenza e i Diritti Umani Digitali", da sempre impegnate nell’ambito dell’informatica applicata a supporto di Enti pubblici e privati nella gestione delle segnalazioni di illeciti e corruzione che, periodicamente, ricevono.
Fonte: ANAC
 
Traducibile con il termine di "informatore", Transparency International Italia identifica il whistleblower come "...il lavoratore che, durante l’attività lavorativa all’interno di un’azienda/ente pubblico, rileva una possibile frode, un pericolo o un altro serio rischio che possa danneggiare clienti, colleghi, azionisti, il pubblico o la stessa reputazione dell’ente, e per questo decide di segnalarla. Pur rischiando personalmente atti di ritorsione a causa della segnalazione, egli svolge un ruolo di interesse pubblico, dando conoscenza, se possibile tempestiva, di problemi o pericoli all’ente di appartenenza o alla comunità".
 
Grazie alla legge 179/2017 chi segnala un illecito non solo viene protetto dall’anonimato ma, sulla base di precisi obblighi che la Pubblica Amministrazione è tenuta a rispettare, ha a disposizione un apposito portale informatico per l’invio crittografato della segnalazione che gli garantisce l’opportuna riservatezza nel pieno rispetto della privacy. All’atto pratico, il singolo Ente che si iscrive al progetto "WhistleblowingPA" ottiene l’accesso ad una piattaforma, basata sul software GlobaLeaks, raggiungibile ad un preciso indirizzo web su cui il Responsabile per la Prevenzione della Corruzione riceve le segnalazioni di illeciti e dialoga anonimamente con i segnalanti.
 
Ogni segnalante che accede al portale ottiene un codice identificativo univoco (keycode) necessario per interfacciarsi con l’Anac "in modo anonimo e spersonalizzato" (come si legge sul sito istituzionale dell’Autorità) e restare aggiornato sullo stato di lavorazione della segnalazione. Addirittura, per una maggiore tutela del segnalante, è possibile accedere all’applicazione mediante rete TOR e relativo browser a garanzia della segretezza di quanto segnalato e dell’anonimato sia dell’attività del segnalante all’interno dell’applicazione che dell’indirizzo internet del mittente. Ad oggi sono 423 le Pubbliche Amministrazioni che offrono ai propri dipendenti e collaboratori la piattaforma WhistleblowingPA per le segnalazioni di illeciti e 60 sono quelle che la stanno testando prima di renderla pubblica.
 


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