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07/07/2019, 23:58



Domenico-Giacomarro-e-Oronzo-Pugliese:-due-vincenti-del-calcio-di-provincia
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"Non sono un grande allenatore. Quelli grandi sono quelli che stanno in serie A".
Comincia così, con una replica alla "don Oronzo" in risposta all’introduzione di Anna Langone, la conversazione fra mister Domenico Giacomarro e Giovanni Cataleta.
Il contesto è di quelli prestigiosi. 
Siamo al Festival del libro Possibile di Polignano a mare, giunto alla diciottesima edizione. Una manifestazione dove in 4 giorni gli autori presentano in 6 piazze diverse i loro libri.
E sono presenze di altissimo livello. Ne cito qualcuna: Paolo Nespoli, Maurizio Landini, Bianca Berlinguer, Vittorio Sgarbi, Alessandro di Battista, Luciano Violante, Gaetano Quagliariello, Vladimir Luxuria, Roberto Saviano, Walter Veltroni, Pier Carlo Padoan, Barbara Palombelli, Rita Dalla Chiesa, Enrico Mentana, Peter Gomez e Marco Travaglio.
L’elenco è molto parziale, ma rende l’idea del livello della manifestazione che ha assunto una rilevanza che, per qualità e quantità dei partecipanti, si colloca ai vertici del panorama culturale nazionale.
Venerdì anche Mitico channel ha avuto l’opportunità di presentare il volume "Oronzo Pugliese. Quando nel calcio esistevano i maghi" di Giovanni Cataleta.
La scelta di mister Giacomarro come ospite si è rivelata davvero indovinata. 
I punti di contatto fra il Mago di Turi e l’allenatore siciliano sono più d’uno e Anna Langone è stata brava a farli emergere.
Il primo è certamente il contesto sportivo.
Picerno è un piccolo centro della Lucania. Rappresenta benissimo il calcio di provincia che emerge dall’anonimato grazie a un presidente che, è Giacomarro a ricordarlo, "...fa fortuna lontano da casa e torna per fare qualcosa per la propria gente".
Come il Foggia di Pugliese e Rosa Rosa nei primi anno ’60, l’Az Picerno fa del calcio un mezzo di elevazione per la comunità che rappresenta e lo fa in un contesto di difficoltà, se possibile, ancora maggiore.
Poi c’è l’irruenza sanguigna degli allenatori del sud. 
Quando Giovanni Cataleta ricorda le corse lungo la linea laterale del Mago di Turi e quel gol galeotto realizzato allungando il piede per deviare la palla che stava finendo a fil di palo (poi annullato dall’attento arbitro dell’incontro), il mister ammette: "Io sono del ’63; queste cose le ho sentite raccontare anche a casa mia, in Sicilia. Pugliese era un personaggio unico e sapeva tirar fuori dal gruppo il massimo risultato".
C’è anche la Sicilia, infatti, a legare don Oronzo a Domenico Giacomarro.
Il primo trova a Siracusa l’amore della sua vita, la signora Adelina, incontrata quando era un calciatore, e il secondo è orgogliosamente siciliano.
Si parla anche del Foggia, del suo pubblico, delle ultime vicende.
Il mister non fa sconti: è diretto, chiaro. Se da un lato ricorda lo straordinario supporto del pubblico rossonero in casa e fuori, dall’altro non nasconde il disappunto per i troppi casi di crisi societarie ripetutisi negli ultimi anni, quando "non si sono fatti bene i conti, sottoscrivendo contratti che poi non si riesce a onorare".
"La soluzione?", incalza Langone.
"Controllare meglio le società e... niente agevolazioni per chi sbaglia: si riparte dalla terza categoria".
Come Oronzo Pugliese, Giacomarro non è uomo da risposte diplomatiche: dice quello che pensa. 
Poco dopo ricorda anche quella volta che venne allo Zaccheria da calciatore, col suo Licata.
"Vincemmo 1 a 0, mi pare...".
"Sì, mister, ricordi bene".
Glielo dico alla fine dell’incontro, stringendogli la mano: "Al triplice fischio andaste a centrocampo a salutare e tutto lo stadio vi applaudì convinto".
"È così. Un bel momento. Quell’anno fummo promossi in B", risponde.
Altre strette di mano, i saluti e una raccomandazione: "Mandami qualche foto", poi si allontana fra la folla che gremisce la piazza.
Domenico Giacomarro, allenatore. 
Come Oronzo Pugliese.

Riproduzione riservata ai sensi dell’art. 65 della legge sul diritto d’autore.
Non si autorizza la riproduzione totale o parziale.


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