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10/10/2019, 11:29



Illegittima-segnalazione-in-Centrale-rischi:-il-danno-è-in-"re-ipsa"


 



Laquestione è stata oggetto di un interessante provvedimento del Tribunale diTorino che, con ordinanza depositata in data 26.6.2019 - RG. n. 13543/2019 - haaccolto il ricorso proposto ai sensi dell’art. 700 c.p.c., con il quale venivarichiesta l’immediata cancellazione dalla Centrale Rischi e dal Crif, di unasegnalazione a sofferenza risalente al 2011 e della quale il ricorrente avevapreso contezza solo nel 2018.Lapronuncia rileva sotto molteplici profili.Inmerito alla sussistenza del fumus boni juris, in applicazione della normativadisciplinante la materia in esame (art. 125 comma 3 del TUB -applicabile allaCR di Banca d’Italia e al CRIF- art. 4 comma 7 del Codice di Deontologia eBuona condotta per i Sistemi di informazione creditizia - applicabile al CRIF-e la Circolare della Banca d’Italia n. 139/1999), il Giudice ha confermato laillegittimità della segnalazione posto che la Banca non aveva preventivamenteavvertito il ricorrente dell’imminenza della segnalazione stessa, nellemodalità e forme prescritte dalla legge.
Daricordare, infatti, che sulla banca incombe l’onere della prova che ilpreavviso della segnalazione sia antecedente alla stessa e quando ciò non venga"provato", scaturisce l’inadempimento dell’ istituto di credito. 
Dunque,l’invio del preavviso deve considerarsi requisito indefettibile per la validitàdella segnalazione a sofferenza, avendo (il preavviso) lo scopo di consentireall’interessato non solo di interloquire con la banca circa la legittimitàdella comunicazione ma anche di consentire eventualmente un pagamento proprio perevitarne la informazione, stante la gravità delle conseguenze connesse ad unasegnalazione a sofferenza.
L’orientamentosopra enunciato è stato più volte ribadito anche dalla giurisprudenza di meritosia in relazione alla segnalazione Crif, che in relazione alla Centrale Rischidella Banca d’Italia (Tribunale Brindisi 15.5.18; Tribunale Firenze 20.06.16; Tribunale Asti 24.06.15; TribunaleSalerno 07.04.15, ed altri).Sottoil profilo del periculum in mora, il Giudice torinese conferma l’orientamento,più volte espresso dalla giurisprudenza, a mente del quale il presupposto deldanno grave e irreparabile a seguito di segnalazione illegittima, è in re ipsa,
Unaingiusta notizia produce di per sé un danno al soggetto segnalato, consistentenell’impossibilità di accesso al credito ed i suoi effetti risultanoaddirittura permanenti, dovendosi ritenere fatto notorio che una tale informazionesi riflette in termini negativi sul merito creditizio imprenditoriale,determinando una sorta di reazione negativa a catena del ceto bancario, sì chel’errata iniziativa di un istituto di credito non può passare inosservata. 
Il Tribunale di Torino conferma poi lasussistenza del periculum anche laddove sia intercorso un ampio lasso temporalefra la segnalazione (nel caso di specie anno 2012) e il ricorso cautelare(2019). Affermaal riguardo il Giudice torinese che la distanza temporale non può essere di persé ostativa al riscontro del periculum in mora, posto che una segnalazione asofferenza potrebbe essere nell’immediato priva di effetti pregiudizievoli peril segnalato, ma in seguito manifestare la propria dannosità.Indefinitiva, l’illegittima notizia alla Centrale dei rischi costituisce di persé un comportamento permanente pregiudizievole per l’attività economica e lareputazione di chi la subisce (cfr. Cass. 12626/2010).
IlGiudice ha dunque accolto il ricorso condannando la Banca resistenteall’immediata cancellazione della segnalazione oggetto di impugnativa. 

Rif. Ordinanza Tribunale di Torino del 26.6.2019


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