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01/08/2019, 10:34



Equità-e-trasparenza:-fattori-cardine-dell’economia-digitale-europea


 



Contestualmente alla Direttiva (EU) 2015/2366 sui servizi di pagamento online, meglio conosciuta come PSD2, e di pari passo con l’evoluzione dell’economia digitale e l’espansione delle piattaforme online, la Commissione europea opera fattivamente sul fronte informatico anche grazie all’Osservatorio sull’economia delle piattaforme online, organo composto da 15 esperti di alto profilo internazionale il cui Presidente è il Prof. Bruno Liebhaberg, già direttore generale del Centro per la regolamentazione in Europa (CERRE).
Mission dell’Osservatorio è il monitoraggio delle piattaforme informatiche del sistema economico europeo con lo scopo di valutarne le criticità ed elaborare nuove politiche di regolamentazione sia per le aziende che, in cascata, per gli utenti finali.
 
Ultima iniziativa, in ordine cronologico, in ambito di economia digitale comunitaria risale allo scorso 11 luglio con la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea del "Regolamento (UE) 2019/1150 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 20 giugno 2019, che promuove equità e trasparenza per gli utenti commerciali dei servizi di intermediazione online".
Con applicazione prevista dal 12 luglio 2020, la nuova normativa vuole introdurre nuovi standard in materia di trasparenza, equità e possibilità di ricorso nelle relazioni commerciali per imprese ed operatori che usufruiscono di piattaforme online, mercati online, motori di ricerca, siti che forniscono sistemi di prenotazione e finanche app store.
 
A parte l’ovvia regolamentazione di un mercato digitale sotto la costante spada di Damocle del GDPR e della sicurezza informatica, l’obiettivo del Regolamento è permettere rapporti commerciali trasparenti ed equi tra le aziende e le piattaforme digitali con quest’ultime chiamate, insieme ai motori di ricerca, a rispettare gli obblighi di chiarezza in merito a diritti delle imprese, posizionamento nei risultati, accesso immediato e sicuro ai propri dati e, punto focale, risoluzione delle controversie che nel contesto digitale non va mai sottovalutata in quanto a complessità degli argomenti e gestione del danno.
 
Va da sé che a beneficiarne dovranno essere gli utenti finali, quindi ogni cittadino europeo che acquisti beni e servizi online che si aspetta, in quanto consumatore, trasparenza nei prezzi, qualità dell’offerta e, più in generale, una concorrenza ad egli favorevole nelle scelte finali.
 


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