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05/07/2019, 12:35



Caro-papà,-cara-figlia-mia...-Lettera-di-un-tifoso-foggiano-del-nord


 



Ciao papà, la settimana scorsa sono sceso dal Nord con la tua nipotina per venire a trovare la mamma. 
Appena mi ha visto mi ha invitato ad affacciarmi al balcone dal quale si vede il campo di San Michele, dove ho trascorso la mia infanzia, dove ho fatto tante scartatelle, consumato diverse scarpe, tralasciato molti compiti per il giorno dopo. 
Mi ha detto che ogni pomeriggio per una vita ha sentito le urla dei ragazzi che a ogni gol inneggiavano cori per i beniamini del Foggia calcio. 
Ora mi ha confessato che tutto tace e che c’è una pace quasi surreale. Allora, ho visto negli occhi della bimba uno stupore, un non capire il perché la nonna raccontasse questo particolare al figlio che non vedeva da tempo. Le ho preso la mano e l’ho condotta nella mia vecchia cameretta e ho aperto l’ultimo cassetto che tu conosci bene. Le ho mostrato le foto delle nostre domeniche sugli spalti, i tagliandi dei biglietti delle trasferte, i gagliardetti che collezionavamo con tanto amore, gli articoli dei successi con la Juve e il Milan, la serata trascorsa con Tivelli e Bozzi, la musicassetta registrata della telecronaca di Peppino Baldassarre a Trapani. 
Poi, vedendola ancora stupita, le ho preannuncio che l’avrei portata nel tempio delle emozioni. Da lì a qualche minuto ci siamo trovati mano nella mano nei pressi dello Stadio: si scorgono le curve dipinte rosse e nere, il simbolo del satanello, le curve. Le ho raccontato che una volta erano di legno e lassù è nato un amore forte ed eterno come quello che provo per lei. 
Allora, il suo viso si è illuminato, ha capito perché mi sentiva urlare nel salone il sabato pomeriggio e imprecare in un dialetto incomprensibile per una ragazza nata e cresciuta in Alta Italia. 
Ma il sentimento non ha latitudini, non possiede punti cardinali e mi ha abbracciato con le lacrime agli occhi perché ha capito la mia sofferenza, il buco che avverto e avvertirò da settembre in poi. 
E non so per quanto tempo questo dolore durerà. Torniamo a casa e la nonna ha già preparato per cena pane e pomodoro e la birra Peroni. 
Si è addormentata sul mio vecchio letto, sede dei miei sogni giovanili nei quali gli eroi erano degli atleti con la maglia verticale di due magici colori. 
Buona notte stellina. 
Grazie papà che mi hai fatto rossonero. 
Per sempre ti e vi amerò.

Luigi Manuppelli

Riproduzione riservata ai sensi dell’art. 65 della legge sul diritto d’autore.
Non si autorizza la riproduzione totale o parziale.


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