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29/06/2019, 15:17



Cuore-e-ragione


 



Questamattina un collega milanese di lavoro si è affannato a venirmi incontro conespressione sbigottita per domandarmi con stupore: "ma ho letto che il Foggiasta fallendo... e adesso? 
Il suostupore si è intrecciato con il mio malumore per l’ennesima sfilettata al cuoredel tifoso rossonero ed ha partorito la sola risposta che in quel momento hosentito venire fuori, la sola che avevo: "lascia perdere, scusami non ho vogliadi parlarne ".
Il cuore deltifoso rossonero non vive momenti a colori in questi giorni, è cupo, soffre earrabbiato, deluso, mortificato, sente ancora una volta di essere stato traditonelle sue aspettative ma di non aver mai e per nessuna ragione tradito la suapiù grande passione. 
Sì, è vero, come ha scritto il mio amico Francesco nel suo libro, se tifi per il Foggia loimpari da bambino che non vincerai mai senza soffrire, ma quanta sofferenza edumiliazione sociale dovrà ancora subire il popolo rossonero per poter viveredignitosamente da eroi anche solo per un giorno.
Provo amettere da parte il cuore per poter guardare con la ragione tutto quantoaccaduto e lì probabilmente troverò le risposte che cerco.
Lacosiddetta crisi del settimo anno che ha chiuso il cammino del Foggia Calcio1920 non la definirei un fallimento, perché fallito è chi non prova l’impresa, chisi allontana alla sola idea di entrare nel business del calcio,  per cui ringrazio tutte le persone che inquesti anni hanno portato avanti quest’impresa investendo risorse personali edi terzi, mettendoci passione, sentimento, meno chi ha usato il Foggia a finiilleciti facendosi beffa di tutti, grazie per averci dato gioie collettive cheda anni sembravano non più per noi, tuttavia,  mi spiace ma tutti insieme comunque siete deiperdenti, ma non avete perso perché uno dei calciatori ha sbagliato un calciodi rigore fondamentale, avete perso perché non avete capito che una società dicalcio non va gestita con il leggerezza e sentimento, ma con la ragione, con ilconto economico in attivo, con un budget reale, prudente e commisurato alle propriepossibilità finanziarie ed all’ambiente economico in cui si è operativi, conuna chiara comunicazione ai propri tifosi non con roboanti annunci difantasmagorici obiettivi sportivi da raggiungere a cui poi fa seguitoun’altrettanto roboante e mortificante caduta. La vostra non è una sconfittasportiva ma solo economica, ancor mi chiedo a cosa è servito tutta quellaintensa ricerca di giustizia sportiva se poi sapevate perfettamente di nonessere nelle condizioni di poter sopportare l’onere economico di nessunacompetizione sportiva se non semplicemente a creare confusione su confusione edisilluderci ulteriormente. 
Qui avetemancato di rispetto a tutti noi tifosi che ovunque abbiamo sempre creduto invoi ed avete sopratutto perso l’occasione di uscirne con dignità nonostante lanostra passione sia figlia dei vostri soldi.
Iopersonalmente penso anche che la vicenda Foggia calcio non sia solo unasconfitta economica locale ma anche di tutti coloro che non hanno una visionedi sviluppo economico regionale contribuendo così a svilire le potenzialità dellaregione e a non favorire investimenti sia dall’interno che dall’esterno chepermettano di creare quelle condizioni per cui sia sostenibile poter investire,fare profitti e generare valore nel settore del calcio. Infatti, sulla base diquanto detto e di quanto visto in particolar modo negli ultimi due anni cometifoso rossonero faccio fatica a vedere piccole realtà con sparuti drappelli ditifosi al seguito continuare a competere nei campionati di lega B e di lega Aed una città come Foggia impantanarsi da anni nella mediocrità.
Potreiandare ancora avanti nella disquisizione razionale ma in questa calura di finegiugno il mio cuore di tifoso rossonero mi chiede di chiudersi nel silenzio pervivere quest’ulteriore amarezza, d’altronde noi tifosi rossoneri con rispettoabbiamo semplicemente chiesto di vivere da eroi solo per un giorno, la domenicaallo stadio.


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