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28/06/2019, 16:01



Ed-ora-?-Lavoriamo-per-un-calcio-pulito...-il-calcio-a-Foggia-non-deve-morire!


 



La settimana che volge al termine è stata sicuramente la più buia della quasi centenaria storia del club rossonero. Una settimana che ha messo probabilmente la parola fine ad una stagione balorda e sciagurata sotto tutti i punti di vista culminata con al retrocessione sul campo e la mancata iscrizione del Foggia al prossimo campionato di serie C.
Come è noto infatti lunedì 24 giugno scadevano i termini per regolarizzare la partecipazione al prossimo campionato di terza serie nazionale. E pur depositando la fidejussione e la tassa di iscrizione al torneo, con l’avallo della Lega Pro, nei prossimi giorni la Covisoc escluderà il club di Viale Ofanto per inadempienze amministrative dovute alla mancanza di pagamenti degli emolumenti ai tesserati relativi a tutto il 31 Maggio e relative liberatorie.
Un flop annunciato dopo un mese di ricorsi per mantenere la categoria ed il dietro front di alcuni imprenditori che pur avevano dato la loro disponibilità a correre al capezzale del club nell’incontro serale di otto giorni fa nella quiete, si fa per dire, di Vigna Nocelli. Ma come se non bastasse nella giornata di giovedì gli uffici dello Zaccheria sono stati oggetto della visita della Guardia di Finanza di Bari che hanno perquisito i locali dello stadio alla ricerca di documentazione collegata all’inchiesta avviata ad inizio del 2018 nei confronti di Fedele Sannella indagato per riciclaggio di denaro sporco oltre che per frode fiscale.
Un’ulteriore pagina brutta che, dopo circa sette anni, fa ripiombare, da queste parti, il calcio nel baratro. Una vicenda che getta nello sconforto più totale una intera popolazione che proprio nel calcio sfoga la poca vivibilità di questa città oltre che di un popolo, quello rossonero che, ha dato dimostrazione di forza in tutti gli stadi italiani risultando una delle tre migliori tifoserie della serie B. Peccato...davvero peccato che il giocattolo si sia rotto così d’incanto senza che nessuno abbia fatto nulla per tenere in vita un club così blasonato.
Il calcio professionistico, da queste parti, è finito quel maledetto 11 maggio al Bentegodi di Verona al termine del match perso contro gli scaligeri. La sconfitta di tutti, della proprietà, che se pur promossa in B due stagioni orsono ha continuato a gestire il club come in serie C, dei calciatori e dello staff tecnico che, pur conoscendo la situazione che stavano vivendo sin da gennaio, non hanno fatto fino in fondo il loro dovere dilapidando punti su punti fino a retrocedere sul campo. Di un Direttore sportivo che ha sbagliato le scelte sin da inizio stagione e che forse avrebbe dovuto fare un po' più di chiarezza alla piazza invece di defilarsi da febbraio in poi. Calciatori che a breve usufruiranno dello svincolo e vestiranno altre maglie e che mai comprenderanno sino in fondo il dramma che si sta consumando dalle parti del glorioso Zaccheria.
E intanto Foggia ripiomba nell’anonimato del calcio e sicuramente dovrà ripartire dalla serie D, tra i dilettanti, con la speranza che si possa tornare a fare calcio seriamente con soggetti seri e che prendano davvero a cuore le sorti del nostro beneamato Foggia. Un compito importante e determinante attende anche il primo cittadino di questa città chiamato a sondare tutte le manifestazioni di interesse che ci saranno intorno al sodalizio che
dovrà far rinascere dalle ceneri il calcio della nostra città. Stavolta caro Signor Sindaco non si può più sbagliare per non rischiare di rimanere lontani dal calcio che conta per un altro ventennio. Questo popolo, questa città, dalle tradizioni pallonare invidiabili, non lo meritano.
Ma soprattutto non fate morire il calcio in questa città.


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