blog
Lorem ipsum dolor sit amet, consectetur adipisicing elit, sed do eiusmod tempor incididunt ut labore et dolore magna aliqua. 
Solologo
Lorem ipsum dolor sit amet, consectetur adipisicing elit, sed do eiusmod tempor incididunt ut labore et dolore magna aliqua. 
Solologo

facebook
twitter
youtube
Lorem ipsum dolor sit amet, consectetur adipisicing elit, sed do eiusmod tempor incididunt ut labore et dolore magna aliqua. 
27/06/2019, 22:20



Non-ci-sono-solo-i-calciatori


 Solidarietà per i dipendenti e collaboratori del Foggia calcio



In questi giorni una tempesta perfetta sta spazzando via di colpo tutto quello che è stato fatto dalla partita di Termoli del 2012 in poi.
Sette lunghissimi anni per tornare al punto di partenza.
Inaccettabile, doloroso, fuori da qualsiasi schema mentale. 
Un’incubo da cui non ci si sveglia.
Toglie l’aria.
Con l’ossigeno va via anche la nostra collettiva capacità di ragionare e i social raccolgono le reazioni incontrollate di un "tutti contro tutti" che porta altra rabbia, chiude gli occhi della ragione e da spazio alla parte peggiore dell’animo umano, quella più vicina all’istinto animale che alla razionalità pensante dell’uomo.
Un assalto all’arma bianca che confonde vittime e carnefici, che massifica le colpe.
Il ruggito delle tastiere roventi, la sciabola vendicatrice dei mouse, si abbattono allo stesso modo su proprietà, direttore sportivo, tesserati, dipendenti e collaboratori.
Tutti ugualmente colpevoli delle nostre disgrazie, del nostro dolore infinito e sordo; tutti destinatari del pubblico disprezzo, della gogna mediatica su cui esporre i corpi di chi si è "contaminato" per aver lavorato per il Foggia calcio in questa sciagurata stagione.
Si finisce, quindi, per mettere sullo stesso piano chi aveva un ruoto apicale, chi decideva "cosa", "come" e "quando" fare le cose, con chi operava per la macchina societaria senza nessuna possibilità di condizionarne le scelte.
Questo è sbagliato, profondamente sbagliato, oltre che ingiusto.
Dopo il disastroso epilogo delle ultime ore, un gruppo di uomini e donne, tifosi tanto quanto noi, hanno perso il loro lavoro senza che la cosa abbia suscitato alcuna solidarietà. 
La ricerca dei like a tutti i costi fa smarrire il senso dell’equilibrio che andrebbe mantenuto sempre, soprattutto quando si corre il rischio di farsi dominare dall’istinto.
Da qualche giorno i già modesti emolumenti di magazzinieri, addetti allo stadio, amministrativi, responsabili e addetti agli store, ecc. sono venuti a mancare con l’inevitabile chiusura dell’azienda.
Fuori tutti. 
Anche i responsabili della comunicazione, il segretario, lo Slo.
Tutti stritolati dalla rovinosa caduta di una società che ci aveva illuso di avere capacità e risorse economiche adeguate per raggiungere ambiziosi traguardi.
Ma il mondo del calcio professionistico non è solo fatto dai contratti milionari dei calciatori o dello staff tecnico: c’è anche chi fa qualcosa di altrettanto importante per molto meno e che ora torna a casa.
Mi dispiace.
Abbraccio idealmente chi ho avuto il piacere di conoscere e mi auguro che ci possa essere una soluzione positiva anche per loro con una nuova proprietà.
E al diavolo i like.

Riproduzione riservata ai sensi dell’art. 65 della legge sul diritto d’autore.
Non si autorizza la riproduzione totale o parziale.

Affari foto creata da yanalya - it.freepik.com


1
Create a website