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31/05/2019, 10:31



A-Foggia-si-medita-un-nuovo-ricorso-al-TAR:-la-CFA-aveva-titolo-a-giudicare-il-Palermo-in-secondo-grado?


 Le telenovelas appassionano perché non finiscono mai. Questa sulla ennesima retrocessione del Foggia nelle aule dei tribunali, che ieri sembrava mettere la parola fine alle nostre possibilità di tornare in gioco nei Play Out, oggi continua invece...



Le telenovelas appassionano perché non finiscono mai.Questa sulla ennesima retrocessione del Foggia nelle aule dei tribunali, cheieri sembrava mettere la parola fine alle nostre possibilità di tornare ingioco nei Play Out, oggi continua invece con nuovi sviluppi che hannodell’incredibile.
A leggere l’art. 1 - comma 647 - della Legge di Stabilitàentrata in vigore a gennaio, solo il TAR del Lazio sembra essere competente aridiscutere sentenze su ammissioni od esclusioni dai campionati oltre il primogrado di giudizio. Il Palermo avrebbe dunque clamorosamente sbagliato iltribunale a cui rivolgersi per vedersi modificata la sentenza del TFN che lovedeva retrocesso all’ultimo posto in classifica.
La cosa ha dell’incredibilese pensiamo che il "dettaglio normativo" sarebbe sfuggito sia agli avvocati deirosanero, sia agli avvocati costituiti di Salernitana e Benevento, masoprattutto alla stessa Corte di Appello Federale, che avrebbe dovutospontaneamente dichiararsi incompetente ad emettere il giudizio di secondogrado. Ma chi ha sollevato la questione sin da subito è statoil noto avvocato giuslavorista (ma anche esperto di diritto sportivo eamministrativo) foggiano De Michele in una trasmissione sportiva a TeleFoggia.
Il legale, citando appunto la Legge 145/2018, ha spiegato che dopo il primogrado di giudizio sportivo, solo il TAR del Lazio è competente per riformularesentenze di primo grado, purchè queste non siano diventate definitive trascorsi30 giorni dalla loro emanazione.
Dell’argomento se ne è parlato nuovamente aTeleBlu ieri sera, dove a confermare la tesi di De Michele si sono spesi anchegli avvocati Metta e Guerrasio, presenti in studio da Pino Autunno.
Allatrasmissione ha partecipato telefonicamente anche il Presidente Fares,spettatore interessato, che ha garantito che la questione è e verràattentamente approfondita dai legali del Foggia, che non lasceranno inesploratanessuna strada che possa garantire al Foggia la salvaguardia dei propridiritti. Di contro Gravina sembra aver fatto spallucce aipotesi di rigetto della sentenza del CFA, adducendo la scusa che la norma acui si è riferito l’avvocato De Michele non è stata ancora recepita dagliorganismi federali, che sembra lo faranno solo dopo l’11 giugno (guarda caso)essendo inoltre in itinere il nuovo ordinamento della giustizia sportiva.
Secosì fosse questa giustificazione aggraverebbe piuttosto che alleggerire laposizione della FIGC in quanto non era facoltativo, ma piuttosto obbligatorio,che questa si dotasse per tempo di una norma di raccordo modificando i propristatuti, infatti è il successivo comma 648 del medesimo articolo di legge cheimpone alla federazione di adeguarsi, specificando comunque al successivo comma650 che le norme di cui ai commi 647, 648 e 649 "si applicano anche aiprocessi ed alle controversie in corso alla data di entrata in vigore dellapresente legge", dunque non ammette deroghe di sorta.
Ma cosa dice la Legge 145 al comma 647 dell’articolo 1di preciso? Ebbene detto che la legge attribuisce esclusivamente al TAR delLazio "le controversie aventi ad oggetto i provvedimenti di ammissione edesclusione dalle competizioni professionistiche delle società o associazionisportive professionistiche, o comunque incidenti sulla partecipazione acompetizioni professionistiche", specifica successivamente che la giustiziasportiva ha facoltà di giudicare comunque in materia attraverso i propritribunali ma "in unico grado e le cui statuizioni, impugnabili ai sensi delprecedente periodo, siano rese in via definitiva entro il termine perentorio ditrenta giorni dalla pubblicazione dell’atto impugnato", che vuol dire chenon solo il secondo grado di giudizio del CFA non è ammesso, ma addirittura chese il Palermo non ricorresse entro 30 giorni dalla sentenza del TFN (del 13maggio scorso), tale sentenza (di retrocessione) diventerebbe definitiva. 
Adesso la palla ripassa ai legali. A noi tifosi, adusia contenderci i titoli sportivi sul campo e non con le carte bollate, nonrimane che continuare a fare da attoniti spettatori ad una vicenda che staacquistando toni paradossali 


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