blog
Lorem ipsum dolor sit amet, consectetur adipisicing elit, sed do eiusmod tempor incididunt ut labore et dolore magna aliqua. 
Solologo
Lorem ipsum dolor sit amet, consectetur adipisicing elit, sed do eiusmod tempor incididunt ut labore et dolore magna aliqua. 
Solologo

facebook
twitter
youtube
Lorem ipsum dolor sit amet, consectetur adipisicing elit, sed do eiusmod tempor incididunt ut labore et dolore magna aliqua. 
22/08/2019, 16:36



Basta-criminalizzare-i-nostri-Ultras,-le-colpe-sono-altrove


 



La partita preliminare di Coppa Nazionale Dilettanti fra Brindisi e Foggia è finita da mezz’ora. Iadaresta e compagni hanno festeggiato sotto la curva ospite, gremita da più di 200 rappresentanti del tifo organizzato rossonero, la prima vittoria della prima uscita ufficiale del Foggia di Corda e Mancini.
Una vittoria strameritata perchè giocata in un clima ostile, contro un avversario che voleva vincere a tutti i costi, per di più in dieci per l’espulsione di Anelli allo scadere. Incessante il tifo delle nostre straordinarie curve che hanno ribadito il proprio orgoglio rossonero di fronte ad un pubblico che li ha insultati dall’inizio alla fine, con rabbia, quasi con cattiveria.
Dai gradoni del Fanuzzi si comincia ad uscire, ebbri di gioia, entusiati e felici, mentre dai furgoni parcheggiati nel piazzale antistante il settore foggiano già qualcuno comincia a tirar fuori panini e tegami di pasta al forno. È una festa. Una festa interrotta peró all’improvviso da un vile agguato di ultràs brindisini che, non si sa come, avvicinano il parcheggio cominciando una sassaiola fitta contro chi stava pensando solo a rifocillarsi e festeggiare con un pasto frugale e qualche birra la vittoria ed il ritorno a Foggia.
È allora che scoppia la baraonda.
I tifosi foggiani, d’istinto, si difendono, reagiscono, mentre il tifo brindisino si dilegua a gambe levate nella notte, protetto dai fumogeni della polizia.
Quello che succede dopo sfugge al controllo di tutti, come è ovvio in queste circostanze, e ci scappa pure qualche ferito (per fortuna senza conseguenze) anche tra le forze dell’ordine, prima che la calma si ristabilisca e che tutti possano tornare a casa.
Adesso la Digos stà indagando sull’accaduto, nulla da eccepire, ma mi viene spontaneo da chiedere: "E sulla Digos chi indaga?"
Chi ha predisposto il servizio d’ordine di una partita che era così a rischio?
Chi ha permesso ai brindisini di passare da un settore all’altro per andare a bersagliare i tifosi del Foggia che stavano pacificamente (e per i fatti loro) festeggiando la vittoria?
Chi ha autorizzato gli stessi tifosi foggiani ad uscire dal loro settore prima che tutta l’area dello stadio fosse evacuata dai tifosi locali?
Solite domande che non avranno mai risposte, perchè tanto la colpa è sempre e solo degli ultràs, i quali per i benpensanti avrebbero dovuto farsi prendere a sassate senza difendersi, quando proprio le forze di polizia non erano state in grado di proteggerli evitando questo agguato. 
Ho assistito a tutte le recenti trasferte del nostro tifo organizzato, da Fondi in C a Verona in B e mai, dico mai, ho visto i nostri ragazzi provocare o dare inizio di loro volontà ad aggressioni contro le tifoserie avversarie. Neppure a Bari, dove siamo stati insultati ferocemente dopo il gol di Galano, neppure a Salerno, Pescara, Brescia o Benevento, piazze non certo nostre amiche.
I nostri ultràs aggrediscono solo con il loro incessante incitamento, con i loro colori, i cori, i tamburi, cercando di urlare più forte degli avversari, nonostante sempre in inferiorità numerica, perchè quando arrivano i foggiani tutte le curve avverse si vestono a festa raddoppiando le forze, proprio come ieri a Brindisi, perchè i tifosi del Foggia incutono a tutti ammirazione e rispetto e, perchè no, anche un po’ d’invidia.
Allora smettiamola con la cantilena del tifo violento, dell’inciviltà, dell’estremismo dei gruppi organizzati: le colpe sono altrove. Sono fra chi è causa principale di questi spiacevoli incidenti, e il mea culpa lo devono recitare intanto i signori impomatati della Figc e soprattutto della Lega Nazionale Dilettanti e che, nonostante gli allarmi lanciati persino dalle autorità costituite, hanno imposto al Foggia un girone impossibile, fra piazze rivali da sempre, in stadi pericolosi laddove è impossibile permettere ad un pubblico caloroso come quello rossonero di seguire la propria squadra in trasferta.
La colpa dei fatti di ieri è di chi ha messo il Foggia nel girone H, lo grido a gran voce, e non ho alcuna paura o timore nell’affermarlo.
Su questi signori dovrebbe indagare la digos, e lo dico fuor di metafora.
È evidente che non solo si voleva penalizzare il Foggia, non si sa per quale oscura ragione, ma si voleva impedire ad una delle prime dieci tifoserie in trasferta dell’intera Nazione di seguire i propri beniamini fuori dalle mura amiche.
Questo penso, perchè non trovo una sola ragione plausibile a che il Foggia non sia stato inserito (come il Bari l’anno scorso) in gironi più tranquilli. E poi non taccio nemmeno delle responsabilità di chi ha curato il servizio di polizia  prima, durante e dopo la gara. Scarsa organizzazione, pochi poliziotti a presidiare le zone calde, cattiva ed intempestiva gestione della crisi nonostante anche un bambino, proprio per il risultato scaturito dal campo, avrebbe potuto prevedere un’azione ritorsiva da parte degli indispettiti tifosi brindisini. 
Spero che questo avventura serva di lezione un po’ a tutti e che non si finisca solo per punire e reprimere il tifo organizzato, come sempre, soprattutto quando si tratta del tifo rossonero. 
Adesso peró la faccio io una domanda retorica alle autorità costituite: Ci avete voluto nel girone H? Bene, bravi, bis! Ma adesso vi organizzate, costi quel che costi, per consentirci di seguire in tranquillità la nostra squadra, ovunque e senza divieti e senza scusanti.
Ricordatevi che è un nostro diritto pretenderlo ed è un vostro dovere permettercelo (ammesso di essere ancora in uno stato libero e democratico). 
Qualcuno scriveva: chi è causa del suo mal pianga se stesso!"
Vero Presidente Sibilia?

Riproduzione vietata


1
Create a website