Pretesti, alibi e chiacchiere. Il 2024 comincia male per i foggiani

Non riesco a trovare un altro periodo recente nella storia della città, e non mi riferisco solo al calcio, in cui siano coincisi così tanti problemi contemporaneamente e nello stesso ambito.

Lo strano accanimento del Prefetto contro i cittadini foggiani, i risibili pretesti per giustificare la chiusura dello stadio, la confusa vicenda delle barriere per il prefiltraggio, le difficoltà nelle scelte tecniche e organizzative della società, i mediocri risultati sul campo con annesso scivolamento verso la zona playout.

Tutti questi fattori stanno determinando un collettivo scoramento che avvilisce una collettività già provata da problematiche sicuramente più importanti e gravi e che vede nel calcio, nel rapporto passionale e intenso con la propria squadra, se non un’occasione di riscatto perlomeno un tentativo di temporanea evasione da una realtà complicata.

Sulle decisioni del Prefetto si sono già spese parole e interventi da parte di cittadini, istituzioni locali, stampa. Le motivazioni addotte nell’ordinanza sono fumose, incomprensibili, inadeguate a supportare una decisione così grave presa nei confronti di una collettività.

A questo punto, possono bastare cinque giornate a porte chiuse per coprire le responsabilità di chi avrebbe dovuto e potuto evitare la trasferta dei supporter rossoneri in piazze già teatro di recenti incidenti o dobbiamo subire oltre?

Sul prefiltraggio sarebbe auspicabile che non si apra un nuovo capitolo di polemiche e veleni. C’è bisogno di chiarezza e cercheremo di dare un contributo in tal senso.

Stessa chiarezza che va chiesta alla società in tema di organizzazione rispondendo al semplice quesito “chi-deve-fare-cosa?”.

Può sembrare banale, ma in questo momento i ruoli di chi va in panchina sono ancor meno chiari di quelli in campo. Si provveda in tempi rapidi a sgombrare il campo da equivoci e fraintendimenti.

Il campo, infine, è la naturale conseguenza di tutti i punti precedenti.

La sconfitta col Taranto brucia, ma non sorprende.

La caduta verso i playout va fermata, ma le chiacchiere stanno a zero: l’impegno deve essere coniugato con una concretezza che vediamo negli altri e che manca in chi indossa la maglia rossonera.

Il mercato può essere una soluzione per sostituire chi non è all’altezza, ma nel frattempo la determinazione e l’aggressività devono emergere sul terreno di gioco e non dopo, in sala stampa.

Buon anno a tutti

Appuntamento a 𝐪𝐮𝐞𝐬𝐭𝐚 𝐬𝐞𝐫𝐚 𝐚𝐥𝐥𝐞 𝟐𝟏:𝟎𝟎, 𝐢𝐧 𝐝𝐢𝐫𝐞𝐭𝐭𝐚, 𝐩𝐞𝐫 𝐥𝐚 𝐩𝐮𝐧𝐭𝐚𝐭𝐚 𝟑𝟐𝟐 𝐝𝐞 𝐋𝐚 𝐩𝐚𝐫𝐭𝐢𝐭𝐚 𝐝𝐞𝐢 𝐌𝐢𝐭𝐢𝐜𝐢