Le opposizioni contro “lo Spacca Italia”. Presentato il quesito referendario. Si muovono anche le Regioni.

E’ stato depositato in Cassazione dai rappresentanti di 34 sigle fra partiti, sindacati e associazioni il quesito referendario che chiederà ai cittadini se abrogare o meno la legge Calderoli sull’autonomia differenziata, approvata nelle scorse settimane dopo un acceso braccio di ferro tra maggioranza e opposizione.

Il quesito, nella formulazione depositata presso la Suprema Corte, è semplice e diretto: «Volete voi che sia abrogata la legge 26 giugno 2024, n. 86, “Disposizioni per l’attuazione dell’autonomia differenziata delle Regioni a statuto ordinario ai sensi dell’articolo 116, terzo comma, della Costituzione”?».

Per abrogare la riforma, come si augurano i proponenti, occorrerà che i cittadini rispondano Sì sulla scheda.

La vera sfida è quella di raccogliere le 500mila firme necessarie alla presentazione della richiesta di referendum entro il 30 settembre.

In parallelo, intanto, sta partendo anche la richiesta delle Regioni guidate dal centrosinistra. Una prima riunione c’è stata in forma telematica, una riunione tecnica tra le 4 regioni a guida dem (Emilia Romagna, Campania, Puglia e Toscana) e quella presieduta da M5s (Sardegna) per mettere a punto un testo condiviso.

L’obiettivo è di presentare entro fine luglio la richiesta delle cinque Regioni.

La prima ad approvare il quesito referendario che propone l’abrogazione totale della riforma Calderoli è stata la Campania. Nel consiglio regionale Campano hanno approvato il testo i gruppi di centrosinistra, compreso il M5s, e del rappresentante di Azione, che invece a livello nazionale con Calenda si è dissociata dalla campagna referendaria. Le regioni lavorano anche per presentare un secondo quesito che va ad incidere in modo selettivo su alcuni aspetti della norma e sui Lep (Livelli Essenziali di Prestazione), in modo da blindare il referendum da un eventuale giudizio di inammissibilità per quello che concerne l’abrogazione totale della legge. Questa ipotesi è legata al collegamento esistente tra il ddl Calderoli e la legge di bilancio.