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19/09/2019, 01:38



Infanticidio


 



In questi giorni due terribili notizie, accomunate dal medesimo gesto di follia, hanno scosso il mio animo. In Alto Adige e in Campania sono stati ritrovati i corpicini senza vita di due neonati. In uno dei due delitti è stata individuata la colpevole dell’insensato gesto nella mano della madre del pargolo. Questi orrendi fatti di cronaca mi lasciano di ghiaccio. Non trovo alcuna minima giustificazione plausibile, piccola esimente che possa attenuare la scelta adottata dall’artefice di cotanto orrore. Un fiore che sboccia, un petalo che si apre alla vita, un cucciolo che vede la luce, non può essere lasciato in un cespuglio ovvero lanciato dal finestrino dell’auto. La cosa più cara per una mamma deve essere accudita, preservata da tutto e da tutti, anche a costo della propria vita. Non si può decidere, per qualsiasi motivo, di partorire una nuova essenza, un battito cardiaco, un fremito di emozione, per poi interrompere le sensazioni di un dolce virgulto improvvisamente e senza alcuna motivazione accettabile. Il bimbo non  ha deciso di nascere, non ti ha implorato per un soffio di eternità. E tu, arbitrariamente e con consapevolezza hai portato a termine la gravidanza, ma sul più bello hai cancellato le speranze, chiuso i suoi occhi ai desideri, al domani. Per sempre le immagini di quel bambino, del suo respiro, dell’odore della sua pelle, riempirà di dolore le tue giornate; per sempre, la percezione di sentirlo piangere arriverà al tuo padiglione auricolare e più giù nell’anima dilaniata dal rimpianto, fino al cuore, ammesso che ne abbia uno. Non voltarti mai indietro nei ricordi, perché questi sono spudorati come la tua azione, perché giungono quando meno te lo aspetti, in silenzio, nei momenti meno appropriati. Quando pensi che forse sei più tranquilla, in pace con te stessa, hai raggiunto un equilibrio. Niente di tutto questo, perché il ricordo non ti insegue, ma è dentro te, come il bimbo lo è stato per tanto tempo. E un bimbo non si stacca mai dalla placenta sensoriale della propria madre. Il parto sancisce la scissione corporea, fisica, ma non quella che interessa le percezioni, le carezze, il pelle contro pelle, anche a distanza, anche con il trascorrere del tempo, anche se la vita divide i domicili per motivi di lavoro. La residenza del cuore di un figlio è sempre nello stesso indirizzo delle coccole della mamma, seppur vecchia nelle fattezze, anziana nei modi e nella mentalità, ma giovane nelle passioni materne, nei sorrisi che si illuminano nel rivederti. Perché un neonato desidera solo una bocca da baciare, un soffice abbraccio per cullare i propri sogni, un amore eterno. Ma ora di eterno ci sarà soltanto il tuo dolore.  
 


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