Calcio italiano, urge passione e competenza

L’eliminazione dell’ Italia dagli Europei ad opera della Svizzera, è l’emblema di un movimento calcistico da rifondare.
Oggi il calcio italiano è incapace di rinnovarsi, coltivare il talento, sprofondando nella mediocrità più assoluta sia dal punto di vista tecnico che dirigenziale.
La catastrofe di Berlino, ha confermato come in Italia si perseveri negli errori. A partire dai vertici federali e finendo ai settori giovanili, sono tutti responsabili di questa disfatta.
La mancata partecipazione alle ultime due edizioni del Mondiale, una Serie A diventata un prodotto poco appetibile all’estero, la mancanza di fiducia verso i giovani, rappresentano solo una minima parte del problema.
Urge fortemente ritrovare nel nostro calcio passione e competenza, due requisiti ormai diventati latitanti.
Gli straordinari risultati ottenuti nell’ ultimo anno dalle nazionali giovanili, non sono stati sufficienti a dare un nuova e immediata svolta.
Tutto ciò si spiega dalla mancanza di valori come la meritocrazia, che vede profili non all’altezza ricoprire ruoli di rilievo all’interno del calcio italiano.
Lo scempio che vediamo in campo, è anche figlio di chi sta dietro la scrivania e da chi tarpa le ali al talento, dando priorità al risultato e a tatticismi esasperati che non consentono ai calciatori più giovani di esprimersi in libertà.
Detto questo, ormai va di moda puntare il dito sugli stranieri, i quali sono presenti in tutti i campionati europei e anche con numeri più elevati rispetto all’Italia.
Dovremmo tutti quanti focalizzarci su altri aspetti anziché ridurre il tutto giocando al toto CT, quando invece il problema è molto più ampio e complesso.
E’ chiaro che Luciano Spalletti abbia le sue colpe, ma in una scala da uno a cento il CY rappresenta il novantesimo del problema.
Chiunque al suo posto troverebbe le stesse difficoltà, costretto a dover selezionare la generazione di calciatori più scadente degli ultimi cinquant’anni.
Bisogna partire da molto lontano per poter analizzare la crisi del calcio italiano.
Dispiace non avere un nostro Lamine Yamal, che sarebbe potuto essere il giovane Camarda.
Peccato che il gioiellino rossonero giocherà in Lega Pro con il Milan Futuro, quando invece in Spagna o in Inghilterra sarebbe titolare in massima serie senza problemi.
Oggi l’Italia calcistica ha totalmente perso ogni briciolo di credibilità.
Dalla riforma dei campionati, fatta solo a chiacchiere, per poi passare agli scandali legati alle plusvalenze e alle scommesse, finendo ai risultati disastrosi sul campo, il calcio italiano oggi vale quanto realtà come l’Estonia o della stessa caratura.
Chi si era illuso per quell’ Europeo vinto tre anni fa sapeva di mentire a se stesso, visto che quel trionfo è stato un mezzo utile a nascondere la cenere sotto il tappeto.
Serve un cambiamento netto, possibilmente basato sul talento e la meritocrazia, in tutti gli ambiti, abbattendo definitivamente questo patetico circo che oggi è il calcio italiano.
Calcio italiano, destinato di questo passo a dover guardare per ancora tanto tempo i trionfi degli altri che a differenza nostra sanno come rinnovarsi e raggiungere importanti traguardi.

Foto tratta del sito Eurosport